Roma ti resta solo il passato di gloria, ne’ presente… ne’ futuro ovviamente

Di Gianni Colacione

Una della prime citta’ della storia che hanno ospitato comunita’ di cittadini transazionali , nel senso autentico del termine , e nello stesso autentico significato ,transnazionale, ha espresso delle grandi leaderschip che hanno governato la citta’ e popoli e terre sconfinate… Questa citta’, Roma, oggi
e’ ridotta a palcoscenico dove si recita la pantomima del potere attraverso la proposizione di candidature a sindaco assolutamente inaccettabili.

La situazione di emergenza i cui vive la capitale e’ conosciuta da tutta la popolazione, e’ assai diffusa dai telegiornali nazionali che impietosamente scovano, senza troppa fatica e con dubbio merito , i mille anfratti dell’emergenza…
Il traffico la fa da padrone , forse e’ la questione piu’ visibile , ma appresso seguono altri ambiti non meno preoccupanti, forse meno spettacolari:
la situazione dell’emergenza abitativa, cinquantennale, l’ordine pubblico, la carenza di servizi di pattuglia delle forze dell’ordine tutte impegnate ad assolvere in primis i compiti “istituzionali”, l’emergenza rifiuti,l’inquinamento, e molte altre.

Oggi a Roma si vive male, per difesa ci si autoghettizza nelle realta’ abitative di pertinenza, siano essi quartieri quando va bene, ma spesso solo isolati o condomini… il resto e’ fuori, il resto e’ l’ignoto ove puo’ accadere di tutto.

E se da una parte di Roma in onore alla legalita’ si demoliscono case abusive, dall’altra parte con tutti i requisiti legali e concessioni si edifica alla foce del Tevere.
Se gli indici redditometrici segnalano ancora una presenza di benessere in questa citta’ rispetto al resto del paese, si moltiplicano episodi di follia generati dalla precarieta’ sociale ed economica che lasciano il tempo che trovano sulle pagine delle cronache locali mentre dovrebbero essere fatti appelli urgenti alla prevenzione di tali drammi poiché non si tratta di gente pazza dalla nascita’ ma divenuta instabile per la vita che e’ costretta a vivere.

Insomma la questione e’ grave e meriterebbe una attenzione da parte delle forze politiche nazionali, una attenzione che dovrebbe prescindere dalla sola brama spartitoria, dal desiderio irrefrenabie di mettere la propria bandierina in cima al Campidoglio.

Invece non e’ cosi’, la sindacatura Veltroni volge alla fine, e la CDL che seppur non unita potrebbe esprimere delle candidature di una dignita’ e autorevolezza capaci di poter catalizzare in un ipotetico futuro capitolino l’attenzione delle altre forze politiche per avviare a soluzione, seppur lentamente, l’emergenza vita in questa citta’, ebbene la CDL riesce ad esprimere come candidati Baccini, Alemanno, e Antoniozzi…

Gente racimolata tra i probabili futuri senza poltrone, politici che peraltro non mi sembra abbiano brillato in cio’ che fin ora hanno fatto, di sicuro non in grado neanche di comprendere la vastita’ dell’emergenza forse proporzionale alla vastita’ del territorio ove insiste il comune di Roma.
E come se non bastasse emerge dalla stampa che nell’esprimere le candidature ci si e’ soffermati anche sul nome della Carlucci…

A questo punto, da cittadino romano, da cittadino italiano, gradirei un intervento di uno degli ospiti fissi di questa citta’, colui che occupa il colle Quirinale affinche’ si eviti di scendere ancor piu’ nell’abisso del ridicolo e del potenzialmente e drammaticamente dannoso per il futuro di questa citta’… Basterebbe un accenno alle forze politiche nelle sedi istituzionali con cui si potrebbe cercare di far capire ai signori che stanno dietro alle quinte e tirano i fili della politica che l’emergenza Roma e’ una emergenza nazionale, non locale, per numero degli individui coinvolti, perche’ trattasi della capitale che quotidianamente serve il paese in mille modi che vanno dalle mille manifestazioni all’anno al 40%, almeno, di patrimonio architettonico del centro storico sottratto ai romani per le funzioni istituzionali e di rappreentanza diplomatica fino all’occupazione pseudo militare ad uso e consumo solo e soltanto della sicurezza dei componenti degli organi legislativi e del governo della regione della provincia e cosi’ via…

Insomma occorrerebbe una campagna ADOTTA ROMA PER GARANTIRLE UN FUTURO DEGNO DEL SUO PASSATO…
Ma le mie aspettative non credo avranno soddisfazione, oggi politicamente e’ piu’ di moda, trasversalmente, lo strisciante leghismo becero e fascista che si sintetizza nelle parole -Roma ladrona-.


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