I salmoni risalgono l’Arno: il cammino controcorrente dei Radicali a fianco di Berlusconi

AMERICA, MERCATO, INDIVIDUO NEL GRANDUCATO ROSSO
Al First Hotel di Calenzano, mercoledì 14 dicembre 2005, dalle 20 alle 22, Benedetto Della Vedova, il principale promotore dei Riformatori Liberali, ha incontrato alcuni giornalisti, i suoi sostenitori toscani e gli esponenti delle realtà politiche della Toscana che lo hanno invitato.

Negli ultimi 15 anni, alcune esperienze civiche della Toscana, fra le quali Insieme per Prato, Amare Livorno e altre realtà di piccoli centri come Obiettivo Comune di Barberino Val D’Elsa, hanno rappresentato nella nostra terra i valori libertari, liberisti e liberali, contro il moloch dell’egemonia del Centrosinistra e rappresentando una delle principali punte dell’opposizione al “partito-stato”, cioè all’eredità soffocante del vecchio PCI, da 60 anni, ininterrottamente al potere nel “Granducato Rosso”.

Nelle loro battaglie queste realtà civiche locali, riunite nel coordinamento Toscana Libertaria, sono state spesso affiancate da militanti e gruppi radicali. Oggi, con l’operazione “Rosa nel pugno”, buona parte dei radicali e dei socialisti toscani si trovano annessi all’alleanza di Centrosinistra. In molte realtà locali si sta vivendo una separazione, non priva di una sua drammaticità, fra persone che prima lottavano fianco a fianco per il rinnovamento del sistema politico toscano e che oggi si troveranno separate.

In realtà nemmeno nel resto d’Italia, tutti i radicali hanno scelto il Centrosinistra. Benedetto Della Vedova guida la frazione dei radicali liberisti e libertari che hanno deciso di scommettere su Silvio Berlusconi. L’incontro fra i radicali di centrodestra e le realtà civico-libertaria toscane che combattono una dura battaglia, senza sconti e senza esitazioni, contro l’egemonia del partito-stato, avviene quindi in modo spontaneo e naturale. Benedetto Della Vedova ha spiegato le ragioni della battaglia che con gli altri radicali libertari, raccolti nella sigla dei Riformatori Liberali (http://www.riformatoriliberali.org ) si appresta a combattere a fianco di Silvio Berlusconi. Il presidente è stato e resta un vero outsider della politica, energico, ottimista, capace, come mai nessun altro leader dai tempi dei padri fondatori della Repubblica.

E’ un uomo libero dai poteri forti, come dimostra il fatto che le sue ricchezze personali e i suoi interessi personali sono stati passati al setaccio da un accanimento di magistrati, finanzieri e giornalisti che non ha precedenti, mentre le ricchezze e gli interessi dei partiti, dei sindacati, delle cooperative, delle associazioni e delle corporazioni che costituiscono la base sociale del Centrosinistra vivono pressoché nell’impunità. Ha saputo produrre risultati. Della Vedova ha persino “osato” difendere, sfidando il politicamente corretto e il conformismo dominante in Toscana, i contenuti della ex Cirielli e della legge sul falso in bilancio, che riprendono contenuti ed esigenze che erano state anche del Centrosinistra e che vengono attaccate da una propaganda di fuoco, a prescindere da ciò che effettivamente hanno cambiato (in meglio per tutti, non per Berlusconi).

Berlusconi ha saputo difendere la stabilità economica dell’Italia, nonostante anni terribili di crisi, nonostante i gravi errori commessi da Prodi (e da Ciampi, altra verità politicamente scorretta) al momento della adesione all’Euro. La finanziaria del 2006 di Tremonti è un capolavoro di rigore, se confrontata con l’ultima finanziaria del Centrosinistra, quella di Amato del 2001 (dello stesso Amato che pure, nel 1992, pur con metodi illiberali, aveva saputo dare una coraggiosa stretta alla spesa pubblica).

Il Centrodestra è stato rigorosamente fedele alla vocazione atlantica dell’Italia e dell’Europa, all’amicizia con gli Stati Uniti e con Israele, alla necessità di aiutare, anche con le armi, popoli e regioni che soffrono sotto il giogo di dittatori e ideologie nazionaliste, nichiliste, fondamentaliste. Nonostante i cinque anni di governo siano stati pieni di incertezze e ancora troppo poco liberali e liberisti, ha continuato Benedetto Della Vedova, fra la gente c’è ancora una aspirazione diffusa a pagare meno tasse, ad avere meno burocrazia, a vivere in una maggiore libertà. Berlusconi, come è accaduto alla Thatcher, può fare ancora meglio nel suo eventuale secondo mandato.

Per questo i Riformatori Liberali porteranno una robusta iniezione di liberalismo nella Casa delle Libertà e lotteranno nel 2006 a fianco di Silvio Berlusconi, contro i burocrati, contro gli inaffondabili della partitocrazia, contro le eurofollie di Prodi, contro le forze vecchie e consunte di sindacati, corporazioni, fazioni, associazioni e persino chiese parastatali (cioè finanziate con massicci contributi statali). Ufficio del Portavoce dell’opposizione toscana http://www.alessandroantichi.com


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