Ddl-Fini sulla droga/ Marco Taradash

“MA NON CONFONDIAMO CONSUMATORI E SPACCIATORI”

Intervista a Marco Taradash
Da L’Indipendente del 7 dicembre 2005, p. 3
Di Riccardo Paradisi

STAMATTINA A MEZZOGIORNO, nella sede di via Uffici del Vicario a Roma, i Riformatori liberali terranno una conferenza stampa su aborto, pacs, droga ed eutanasia. Insomma proveranno a introdurre nel dibattito interno alla Cdl il tema della laicità politica declinando nel merito questioni che dividono e uniscono trasversalmente destre e sinistre di ouesto Paese. Marco Taradash
– che assieme a Della Vedova, Calderisi e Palma, è uno degli esponenti di punta dei Riformatori liberali – anticipa all’Indipendente il sugo della riflessione che il movimento del Salmone svolgerà in merito al Ddl Fini sulla droga. Un disegno di legge che rappresenta un giro di vite sulle sanzioni che colpiscono il consumo e lo spaccio di sostanze stupefacenti e che, secondo Taradash, rischia di produrre conseguenze “gravi” e “pericolose”. “In questa proposta di legge”, dice Taradash, “mi pare ci sia un errore di fondo che è quello di confondere il tema droga con il tema tossicodipendenza. Facendo questo si abolisce qualsiasi distinzione tra le droghe leggere e quelle pesanti. Cioè tra le droghe che non comportano generalmente tossicodipendenza e droghe pesanti che la dipendenza la provocano e di tipo grave”. Taradash ricorda anche che fra le droghe che provocano dipendenza e rischi letali ci sono anche “l’alcool e il tabacco” e che nel Ddl Fini “le droghe pesanti e quelle leggere sono di fatto equiparate. Per cui se uno usa hashish o eroina e cocaina le sanzioni sono le stesse. Un errore”, continua I’esponente dei Riformatori, “che dimostra di fatto come l’uso di hashish eroina e cocaina si attiri le stesse sanzioni. Equiparando di fatto la pericolosità di queste droghe. Questo ha un potenziale criminogeno fortissimo perché i giovani possono convincersi che ogni droga ha la stessa valenza e quindi tanto vale provare una cosa e l’altra”. L’altro punto che non convince i riformatori liberali l’abolizione di fatto del confine tra il consumo personale e lo spaccio. “Per evitare che un colpevole non finiscà in galera”,
spiega Taradash, “si preferisce che ci finiscano dieci innocenti e si reintroduce un dato statistico come discriminante tra l’uso personale e lo spaccio. Una misura che contravviene a un principio di diritto e che ha conseguenze drammatiche sulla vita dei non spacciatori. Perché una persona che supera la dose media giornaliera (per gli spinelli è stato calcolato corrispondere a sette o otto) e viene individuata viene considerato uno spacciatore. E rischia di fatto la galera, con la convivenza coi criminali e le sofferenze legate a una situazione di questo genere. Anche da questo punto di vista mi sembra una soluzione inaccettabile.” All’interno della Cdl le posizioni di Taradash e compagni non sono isolate. Anche se la vena più libertaria del centrodestra sembra da qualche mese in sonno. Che faranno per riattivarla i liberali del salmone? “Noi non siamo ancora in parlamento”, risponde Taradash, “come gruppo di pressione però cercheremo di orgarizzare quella parte di parlamentari di centrodestra che non vogliono commettere un errore così grave. Anche perché a fine legislatura mi pare sbagliato riproporre in parlamento una legge che era stata lasciata dormire per anni. Peraltro questo ddl, assieme alla campagna sul proporzionale e all’aborto, sono cose ispirate, temo, dall’avvicinarsi di una campagna elettorale che si va a combattere su fronti che non faranno guadagnare un voto alla Cdl. Ma che suscitano negli incerti molti dubbi sulla tenuta liberale della coalizione. Da questo punto di vista”, conclude Taradash, “lascia perplessi il silenzio di Forza Italia”.


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