Difendiamo la 194 dai fondamentalisti cattolici del nostro Parlamento!

Di Marco Paolemili

L’Osservatore Romano critica la legge 194 accusando i consultori di essere dispensatori di morte, l’Udc annuncia una commissione che valuti l’operato dei consultori e l’applicazione della 194. Era ora! Sicuramente la commissione, pilotata dai conservatori cattolici che hanno ostacolato con tutti i mezzi le riforme liberali del Governo, non arriverà ad un documento che fotograferà la vera realtà dei consultori. Non dirà come sia difficile trovare un medico disponibile in sede, di come sia difficile per le ragazze ottenere una prescrizione della pillola del giorno dopo (che è di fascia C, con ricetta bianca e a totale carico dell’assistita). Non dirà di come sia ancora oggi necessario intervenire con politiche di prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse e di gravidanze indesiderate, con mezzi scientifici e non morali. Quello di cui non abbiamo bisogno è una stretta morale, ma un’apertura onesta per rendere questo servizio sanitario e sociale davvero adeguato alle esigenze della popolazione femminile. Il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza è già oggi una scelta non fatta a cuor leggero, salvo i casi di urgenza che mettono in pericolo la vita della donna, il medico è tenuto ad illustrare le alternative all’aborto, a ricordare i mezzi economici e sociali che possono aiutare la donna a sostenere la gravidanza e la maternità. Il medico poi rilascia un certificato alla donna nel quale la invita a ripensarci ed a ripresentarsi dopo sette giorni per l’autorizzazione all’intervento. Guai a dire che la 194 legalizza l’aborto e basta, guai a dire che lo promuove e guai a dire che lo previene. La legge 194/78, pur nelle sue piccole pecche, tutela la salute della donna! Prima di questa legge gli aborti, illegali, erano in numero molto superiore. Il vero merito della legge, che comunque ha limitato il ricorso a questa tecnica senza che la Chiesa ne abbia mai gioito, è stato quello di evitare i danni delle mammane, interventi chirurgici pericolosi che portavano alla morte le giovani donne in una buona parte di casi. La Chiesa Cattolica, che può esprimere un’opinione, può sensibilizzare i parlamentari che reputa più vicini ai suoi ideali, deve però ricordare che lo Stato è tenuto ad analizzare leggi e disposizioni in materia di costi e benefici. La 194 ha fatto diminuire i costi in vite umane, potrebbe limitare i costi economici sanitari con l’introduzione dell’aborto farmacologico con la RU486, e comunque già li limita non dovendo accogliere nei reparti di ginecologia donne con infezioni gravi dovute ad interventi amatoriali senza le dovute conoscenze tecnico-scientifiche. E ha dato grossi benefici. Mettiamo i volontari del Movimento per la Vita fuori i consultori per contare quante ragazze si recano ogni giorno nei consultori e per chieder loro i motivi che le hanno portate lì. La 194 non va cambiata, e giammai andrebbe fatto in senso conservatore illiberali come vogliono alcuni, la legge 194 va fatta applicare in modo più efficiente! Siccome per un liberale conoscere per deliberare è fondamentale, vi consiglio di leggervi la legge 194/78


Comments are closed.