Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente di Riformatori Liberali:

“La normativa sul TFR e la previdenza complementare approvata dal Consiglio dei Ministri non può essere considerata una riforma compiuta, anche se costituisce un indubbio passo avanti sul tema della previdenza complementare. Il rinvio dell’entrata in vigore del decreto consente di riflettere, in modo più compiuto, sull’opportunità di intervenire su quegli aspetti della normativa approvata, che costituiscono distorsioni anticoncorrenziali in un mercato- quello della previdenza complementare- che gli italiani sono portati a guardare con diffidenza e timore e che invece sarebbe decisivo, tanto per le aspettative pensionistiche dei lavoratori, quanto per il potenziamento dell’asfittico mercato finanziario del nostro paese.

Oggi, nel decreto, si continua a riconoscere un vantaggio economico e normativo ai fondi contrattuali (e, di fatto, sindacali). Non si può però immaginare il decollo della previdenza complementare senza garantire un trattamento paritario fra fondi aperti e chiusi, e senza stabilire una normativa assolutamente neutrale fra interessi delle categorie e quelli delle compagnie.
Tutto ciò premesso, occorre ribadire che il vero ostacolo alla previdenza integrativa è rappresentato comunque dal peso della contribuzione previdenziale obbligatoria (il più alto in Europa), su cui i sindacati, così interessati alla previdenza complementare, non spendono, come è noto, una sola parola.