“Il sindacato? Forza politica abusiva”

da “Il Giornale” del 7 novembre 2005:
Nostalgico dell’alpestre Tirano in quel di Sondrio dove ha visto la luce, Benedetto Della Vedova ha scelto di annidarsi in un ultimo piano senza ascensore. Se non stramazzi su uno dei 103 scalini, arrivarci vale la pena. La casa è bella, il terrazzo ampio, la veduta suggestiva. Siamo nel cuore della plebea Suburra veteroromana, oggi quartiere alla moda per fasce di reddito dai seimila in su. Il quarantatreenne valtellinese è in maniche di camicia. La moglie cura i fiori. La bimbetta di 2 anni dorme. Il lupo bianco passeggia meditabondo. Tutto è pace e silenzio. Della Vedova sta come un papa e non si direbbe che esca da un trauma.

“Hai lasciato i radicali”, dico mentre rifiato.

“Con Taradash e Calderisi ho fondato i Riformatori Liberali per innervare di radicali la Cdl”, dice Della Vedova, un tipo alto e sottile con gli occhialetti senza montatura sul viso lungo.

“Pannella invece è planato sullo Sdi di Bosellli. Chi di voi è lo scissionista?” chiedo.

“Non parlerei di scissione. Ci siamo divisi sulla politica italiana. Resto nel partito radicale transnazionale”. Dice Benedetto e aggiunge con modestia: “Radicali con la erre maiuscola coincidono con Pannella”.

” Qual è il tuo rapporto con Marco?”

“Umanamente solido quanto mai”.

“Era il tuo faro”. Dico.

“Marco è sempre stato la politica, per me. Lui ha una marcia in più. Divenni radicale per rompere con una tradizione DC di famiglia. Mio nonno era sindaco DC di Tirano. Lì si prendeva male Radio Radicale, ma mi basto’ per capire che radicale era un modo per non essere né comunisti né DC. All’università poi a Milano sono diventato un fan della radio di Pannella” dice Della Vedova che chiede se può fumare il sigaro. Ma poi lo terrà in mano senza mai accenderlo.

“Ora tu sei di qua marco di là”.

“Penso che i radicali hanno più spazio nel centro destra che è un magma in continuo divenire. Il desiderio di politiche liberali e all’americana è più forte nella Cdl che in quel corpaccione ingessato e stantio dell’Unione”.
“Pannella e Boselli alleanza naturale o fasulla?”, domando.

“Realpolitik. Qualche punto di incontro come la laicità dello stato. Dopodiché penso che socialisti e liberisti radicali siano alternativi. Marco sostiene invece che sono sinonimi”.

“Una fantasia”.

“Ma il vento che tira porta di là. Il congresso Pr ha avuto audience come non mai, perché chi sta a sinistra trova una sponda fantastica sui giornali”.

“Chi sta a destra invece?”

“Ha più spazio politico per la fluidità di cui le parlavo. Ma rischia perché possono venir fuori rigurgiti clericali alla Giovanardi e alla Buttiglione o la vena cupa del populismo leghista”.

“Chi ha spinto a sinistra Pannella o Capezzone?”.

“E’ Pannella che ne porta la responsabilità politica. Ho sempre chiesto che il PR smettesse di correre da solo e facesse alleanze. Rispondevano che nessuno ci voleva. Improvvisamente c’è stata un’inedita disponibilità ai compromessi e all’alleanza con lo Sdi”.

“Ha molto scalpitato Capezzone. Che tipo è?”.

“Molti talenti e indubbia agilità politica. Tra noi era il più contrario al centrosinistra. Ha sempre criticato Blair idolo dell’Ulivo. E’ stato strenuo difensore di Bush, della guerra in Iraq, dei neocon Usa”.

“Come vedi Pannella con Prodi?”

“Marco sa cavalcare i paradossi e stare con Prodi è un paradosso al cubo. Di lui diceva: “Se vince vado in esilio”. Prodi è il Presidente UE che abbiamo contestato con durezza. Ora guida giustizialisti, ambientalisti ideologici, il ritiro immediato dall’Iraq, la sindacatocrazia. Le bestie nere del Pr”, sorride.

” Ce l’hai con il sindacato?”.

“Per il declino del Paese si incolpano Governo, imprenditori, Fazio, la Cina. Non una parola sulle responsabilità del sindacato”.

” E’ il figlio dell’oca bianca”.

“Una forza politica costituzionalmente abusiva, con un ruolo enorme che non gli spetta. Chi è responsabile del degrado scolastico se non il sindacato che non ha mai badato agli studenti, ma solo alle corporazioni. Il sindacato uccide la concorrenza, livella i salari e poi fa predicozzi. L’esempio è Cofferati, che fomenta i disordini, poi fa l’uomo d’ordine e non vorrebbe pagare dazio”.Dice Della Vedova con tono calmo, ma di chi è anni luce altrove.

“I radicalsocialisti vogliono ridiscutere il Concordato. E’ un problema essenziale?”

“Sollevare la questione per ritorsione alle presunte ingerenze di Ruini, è sbagliato. Il Concordato va messo semmai in discussione perché mostra come in Italia anche la religione è statalizzata. Da noi perfino alle Onlus, quintessenza del volontariato, viene dato da uno status pubblicistico. Vorrei una società più americana, con associazioni private e libere.”.

“Il cardinale Ruini si impiccia troppo”.

“Può dire ciò che gli pare. Tocca alla gente, a cominciare dai cattolici, esercitare il libero arbitrio e ai politici rivendicare l’autonomia della politica. Coi fatti non con censure.”.

“Hai lasciato Pannella per il Cav. In che gli sei affine?”

“Spero che tra le mille anomalie italiane, l’anomalia del Cav. sia ancora capace di rinnovare questo Paese. Conto sulla sua impoliticità per nuove scelte liberali. Sbrigliare l’economia, pure”.

“La guerra irachena?”

“Nonostante tutto è stata una soluzione. Dare agli iracheni una parvenza di stato di diritto, è bene per loro e per noi Fassino dice che i veri resistenti sono quelli che sono andati a votare, ma fosse stato per lui non sarebbe successo nulla”.

“Con gli islamici, dialogo o maniere forti?”

“Siamo condannati a puntare sull’islam che vuole a suo modo, istituzioni moderne. Insegna la Turchia in cui il partito islamico al potere vuole entrare in Europa e non farle la guerra”.

“Hai votato i referendum sulla procreazione?”

“Sì, per contrastare il più che ventennale proibizionismo cattolico . Non era in gioco il diritto alla vita, ma la banale conferma della pratica della procreazione assistita”.

“E’ la destra, con cui ti sei schierato che più la contesta.”.

“Hanno votato Fini, Martino, Prestigiacomo. Berlusconi ha ripetuto che non è tema di governo. Tanti votano destra perché hanno le scatole piene della sinistra, ma sono antiproibizionisti”.

“Su coppie di fatto, Pacs, sei più sulla linea aperta di Prodi o quella di chiusura della Cdl?”

“Sono soprattutto per aiutare gli omosessuali, i meno tutelati. Berlusconi che ha una moglie che è molto sensibile a questi temi e che penso si faccia sentire, non può vincere le elezioni contrastando i Pacs. Tanti nella cdl pensano come me e non come Giovanardi”.

” Sei contro il nucleare da fedele seguace di Pannella?”

” Riaprirei la questione senza pregiudizi. Non ha senso dire no confinando con Francia e Svizzera piena di centrali”.

“Come hai votato nel referendum nell’88?”

” Temo di aver votato contro il nucleare.”.

“La vostra adesione alla Cdl quanti voti vale?”

“Se ho creato con altri un nuovo partito, è perché vedo grandi potenzialità. Ma bisogna che la Cdl dia visibilità ai Riformatori Liberali”. Non sei più parlamentare europeo e non so di che campi. Cerchi una sedia a Montecitorio?”

“Certo. Per chi fa politica, la presenza nelle istituzioni è essenziale. Per la politica ho lasciato a 32 anni un bel posto all’Irer, Istituto economico della Lombardia. Oggi ho una rubrica sul Corriere della Sera, tre su Radio Radicale e scrivo sul Foglio. Da luglio sono consigliere Cnel”.

“Quali promesse da sirena ti ha fatto il Cav?”

“Ho fatto una scelta mia, senza chiedere compensi. Credo sia nell’interesse del Cav. avere noi in Parlamento. E’ una questione di serietà, nostra e sua”.

” Ti fidi dopo lo scherzetto fatto a Taradash e Calderisi scaricati dalla Cdl nel 2001?”

” Sono portato a dare fiducia. Consapevole però dei rischi. Ma Berlusconi è attento al suo interesse e questo è nel suo interesse”.

“Che pensi del Cav.?”

“E’ uno che guarda avanti sempre in competizione con se stesso. E vuole confermarsi innovatore anche per il 2006”.
“Dopo 12 anni tanto nuovo non è più”.

“Di là c’è un brontosauro come Prodi ministro dal ’78”.

“In che ti ha deluso il governo?”

” Che non abbia avviato dall’inizio le riforme liberali. Comunque ha riformato pensioni, mercato del lavoro, scuola, ecc. e ha tenuto una linea di politica estera ineccepibile. Con la sinistra niente di simile e che faccia la morale fa ridere.”

” Quali ministri ti sono piaciuti e quali no?”

” Fini per le sue posizioni innovative da destra spagnola e la Prestigiacomo. Non mi sono piaciuti Bottiglione e Giovanardi per il clericalismo. Né Alemanno che ha fatto il suo mestiere di destra sociale. Più da socialista che da uomo di destra.”.

“Si mormora che il Cav., prima delle elezioni lascerà a un altro”.

“Ha ferma intenzione di giocarsela da solo. La sorpresa è l’ultimo dei suoi pensieri”.

“C’è qualcuno a sinistra che ti ispira fiducia?”

” C’è gente di qualità. Anche con personalità liberali, ma ingabbiate in un contesto che non le consente di esprimersi”.

“Come finirà nel 2006?”

“La sinistra dice che il Cav. ha fallito, sperando che una falsità ripetuta diventi vera. I fatti diranno che la partita nel Paese è apertissima”.

“Se vince Prodi?”

“Sarà una perfetta delusione”.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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