Radicali e Socialisti cacciati dall’Università

Di Marco Paolemili

“Libera Chiesa in libero Stato” era il titolo dell’assemblea in programma oggi, 27 ottobre, all’aula di Geologia dell’università La Sapienza di Roma, organizzata da Radicali Roma e dalla federazione romana dello SDI. Avremmo voluto raccontare gli interventi, le idee e i progetti del nuovo soggetto, vi parleremo d’altro. Oltre alle manifestazioni in piazza contro il ddl Moratti, la battaglia degli studenti e dei ricercatori si sta consumando anche nelle aule degli atenei d’Italia, La Sapienza a capo, con una serie di occupazioni delle facoltà. La facoltà di Scienze non è da meno e anche nei suoi locali, anziché lezioni, si tengono assemblee per discutere della riforma e per pianificare le mosse per arrestare un decreto passato ormai già dall’approvazione della Camera. Che la sinistra non ami i Radicali e che non stimi i Socialisti non è certo una novità, cosicché l’arrivo di Daniele Capezzone, come temuto, non è salutato con entusiasmo dagli occupanti. Già prima del suo arrivo il segretario di Radicali Roma, Diego Sabatinelli e il segretario dello SDI romano, Atlantide Di Tommaso, cominciano a tentare una mediazione, spiegare le proprie ragioni ad un gruppo compatto di studenti decisi a far saltare l’assemblea. Gli invitati riescono ad accedere all’aula, ma Capezzone viene fermato all’istante. Al segretario di Radicali Italiani vengono rinfacciate le campagne del partito per il no al referendum sull’articolo 18, l’appoggio ai “giovani global”, la politica filoamericana e filoisraeliana. I ragazzi accusano i Radicali di essere passati dall’appoggiare Berlusconi al sostegno di “Don Prodi”, di far parte di un sistema che loro combattono. Capezzone ribatte con calma, cerca di far riflettere i giovani, che sulle pareti hanno affisso manifesti a favore dell’antiproibizionismo, ricordandogli le battaglie radicali per la legalizzazione della droga pagate anche con condanne giudiziarie, cerca di far ricordare che chiamare forza appartenente al sistema un partito che da dieci anni non ha rappresentanti in Parlamento è fuori luogo. Gli occupanti non cedono, pregano Radicali e Socialisti di andare altrove, qui a decidere sono loro, nessuna forza politica è accettata. Neanche il tema della manifestazione “libera Chiesa in libero Stato” riesce a convincerli, Capezzone tenta ancora di far riflettere i suoi arrabbiati interlocutori di come sia per loro vitale metter freno a questo proibizionismo che dilaga in Italia e questo fondamentalismo cattolico che penalizza fortemente tutti quanti. Niente da fare, gli occupanti cacciano tutti gli ospiti, “Il tempo del dialogo è finito, adesso è il tempo del conflitto” annuncia con forza un ragazzo. Si cerca un’altra aula, il Rettore sembra aver autorizzato l’assemblea a spostarsi nelle aule di Statistica. All’entrata della facoltà un drappello di studenti sbarra nuovamente la strada. Viene lanciato un fumogeno in direzione degli intervenuti alla manifestazione, questo è restituito prontamente al mittente facendo infuriare gli studenti. Si sfiora la rissa, gli occupanti serrano i ranghi decisi a non far passare né Capezzone né il sopraggiunto Villetti dello SDI. “Radicale affittati un locale” è lo sfottò che è rivolto alla delegazione che tenta un’ultima mediazione prima di lasciare La Sapienza. Tra i Radicali e i Socialisti intervenuti i sentimenti e le reazioni sono diverse, qualcuno ricorda con nostalgia i tempi andati, quando le occupazioni delle università erano anche più violente, altri si scagliano contro la prepotenza degli studenti, altri li biasimano, altri rimangono sbigottiti pensando che una facoltà occupata fosse un luogo più libero. Non è la prima volta che un politico venisse cacciato via da studenti di estrema sinistra, era già accaduto con Fini. Sulle mura di Geologia, tra le finestre dalle quali spuntano facce di ragazzi soddisfatti della loro azione politica, sventola uno striscione: “Per una università pubblica, laica e di massa”. Continuerà a sventolare ancora per qualche giorno, poi tutto tornerà alla normalità, il soggetto radicalsocialista si presenterà lo stesso alle elezioni con le sue idee, le idee e la retorica di questi ragazzi aleggerà in qualche comizio di un candidato d’estrema sinistra e nulla più.


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