Attenzione: la cocaina non è “roba da ricchi”

Da Antiproibizionisti.it

ROMA, 10 ottobre 2005 – È in corso, da alcune settimane, in questo Paese una campagna giornalistica di disinformazione che mira a rafforzare e a consolidare nell’opinione pubblica la convinzione, del tutto infondata, che la cocaina sia ancora, come lo è stata in passato, la “droga dei ricchi”. Per ottenere questo risultato si enfatizzano pochi casi eclatanti, senza bisogno neppure che tra loro sia riscontrabile alcun tipo di analogia, affinché – attraverso il collaudato meccanismo che fa ricorso all’euristica della disponibilità – scatti quel riflesso semi-automatico che facilita per chi osserva l’associare il nome della sostanza in questione a un contesto e a degli attori non rappresentativi, in termini statistici, di quanto accade nella realtà. Chiunque abbia modo, direttamente o indirettamente, di sperimentare nella vita di tutti i giorni quanto la cocaina sia diffusa tra giovani e meno giovani di tutte le classi sociali o, più semplicemente, segua con attenzione le notizie di cronaca (soprattutto quelle che, di norma, non vengono riportate dai mezzi di comunicazione di massa), capisce bene che la manipolazione dell’informazione attualmente in corso non può essere casuale e appare anzi molto bene orchestrata. Senza volerci addentrare in un’analisi dietrologica futile e poco interessante, ci limitiamo a segnalare con preoccupazione quella che consideriamo una situazione grave e altamente allarmante. Come spesso diciamo in questi casi, non si tratta tanto – o soltanto – di un problema legato a una sostanza o alla diffusione dei casi di dipendenza dalla stessa, ma piuttosto di un intollerabile processo che ha come fine principale quello di nascondere la verità dei fatti sostituendola con una visione alterata delle cose. La storia ci insegna che non c’è limite alla deriva che può essere raggiunta per mezzo di tali, irresponsabili, condotte. A chi tutto ciò possa giovare nell’immediato non è difficile comprenderlo. Sensibilità e attenzione differenti, invece, sono necessarie per capire che il danno che ne consegue si ripercuoterà inevitabilmente e indistintamente su tutti noi.


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