Undici settembre Anti-Americano

Di Daniele Palombo

E’ triste ascoltare tante voci provenienti dai mezzi di informazione portare avanti una sola, monotona opinione, anche l’undici settembre! Non riesco a comprendere come persone per lo più appartenenti all’area politica dell’estrema sinistra possano scegliere proprio quella data per svolgere la, ormai, tradizionale marcia della pace così da mettere in risalto non la grande ferita simboleggiata dall’assenza delle twin towers ma quello che loro reputano un grande sbaglio ma che guardato da un’altra angolazione, più razionale, risulta essere l’unica strategia di difesa praticabile: la guerra all’Iraq, strategia senza dubbio violenta e che ha lasciato dietro di se una scia di sangue ma che ha portato tanti onesti cittadini, non più sudditi, alle urne dando loro la possibilità di esercitare un diritto fino ad allora negato dalla dittatura, un diritto che come abbiamo visto dalle immagini televisive il popolo iracheno voleva a tal punto che ha scelto di votare pur essendo consapevole del rischio che stava correndo; ed è proprio questo il motivo che mi spinge a chiedermi: perchè proprio in quella data si è scelto di ribadire, avvolti in bandiere rubate, stampandoci sopra la scritta PACE, a manifestazioni come il “gay pride”, il proprio, fin troppo ostentato, sentimento anti americano? Lo ammetto: pur rivolgendomi a lungo questa domanda non ho trovato risposta ed allora ho guardato come i network come la CNN hanno celebrato quella data; non parlo inglese e quindi mi sono affidato alla forza comunicativa delle immagini, agli sguardi, agli occhi che mi hanno trasmesso grande tristezza ma anche orgoglio e voglia di reagire. Non ho difficoltà ad ammettere che anche il sistema americano ha le sue pecche ma la cosa che non riesco ad accettare è questo “esser contro a tutti i costi” che mi sembra frutto di odio fine a se stesso, sentimento che non dovrebbe trovar posto nei pensieri di movimenti che hanno fatto della Pace il termine portante. Concludo con una speranza: anche se so che i tempi saranno lunghi penso che nonostante tutta questa ottusa contrarietà si riuscirà a portare anche in Italia principi che si fondano sulla razionalità e che sono così connaturati con la natura umana che a volte possono sembrare ovvi quali l’importanza della ricerca scientifica, unico mezzo con la capacità di rendere migliore la nostra esistenza, e la possibilità di decidere su qualsiasi cosa riguardi noi stessi.


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