Caso De Benedetti-Berlusconi

Di Antonio Tombolini,

da Notizie Radicali Cosa sapete da TV e giornali? Che De Benedetti e Berlusconi, mettendo una pietra sopra ai loro dissapori, avevano deciso di creare una società insieme, per salvare un po’ di aziende italiane in crisi. Volete che vi metta il link a qualche editoriale di economista-bipartisan entusiasta? Oppure il link a qualche editoriale di uomo-di-sinistra-per-bene desolato? No, non serve: tanto, quella roba lì, voi idioti, la leggete tutti avidamente. Poi è successo che qualche vestale addolorata ha iniziato a stracciarsi le vesti: (intonazione e movenze stile Eleonora Duse) ah, Ingegnere, questa non ce la dovevi proprio fare! Tradire la causa per allearsi col nemico, ah, cielo, i sali… Infine è successo che l’Ingegner De Benedetti, sinceramente addolorato, incompreso, mal interpretato, ha sentito il dovere di restare vicino ai suoi vecchi amici, di non tradire la causa, di dimostrare coi fatti che lui è un idealista, mica uno di questi che per due soldi vendono l’anima al diavolo: e il 6 agosto, nel suo giornale, la Repubblica, compare una sua compresissima lettera, in cui annuncia che per il maggior bene e la maggior gloria sua e del popolo di sinistra tutto unito nella lotta, rinuncia, sia pur ringraziando, sia pur a malincuore, a diventare socio di Berlusconi. Applausi. E voi, idioti, tutti qui adesso a chiedervi Ma che senso ha tutto ciò? Siccome sono troppo buono, seguitemi che ve lo spiego. Prima però, fatemi una promessa: la prossima volta, ricordatevi di buttare un occhio anche nei newsgroup, e in qualche sito che si occupa di finanza, ma non di quelli ufficiali, quelli amatoriali. Allora, si va. E’ il 7 luglio, e le azioni CDB Web Tech segnano il minimo dell’anno, a 2,50 Euro. E’ il 9 luglio, meno di un mese fa, e solo due testate (indovinato quali? Proprio così, solo la Repubblica e l’Espresso) riprendono un lancio d’agenzia AGI: in un trafiletto in cui si parla d’altro (FIAT, per l’esattezza, e ci sarebbe da dire, ma sarà per un’altra volta…), si infila un inciso buttato lì, come se niente fosse. Un segnale, si direbbe, tanto per far sapere a chi deve sapere: La visita in Mediobanca (dell’amministratore delegato FIAT Marchionne, ndr) ha fornito lo spunto per voci sul possibile ruolo che Piazzetta Ciuccia avrebbe insieme alla Lehman Brothers in un ipotizzato fondo salva-imprese che verrebbe creato da Carlo De Benedetti con l’ adesione di Silvio Berlusconi e di altri imprenditori e istituzioni finanziarie. Fondo che avrebbe la Fiat tra i potenziali obiettivi. La notizia non provoca titoloni. Viene ripresa qua e là nei giorni successivi, fino al 22 luglio. Poi cala di nuovo il silenzio. Spiegazione: l’Ingegnere e il Cavaliere stanno dicendo agli amici, quelli che vogliono capire, e solo a loro: Ragazzi, si parte, si comincia, si fa sul serio, perciò regolatevi, e poi non dite che non vi avevo avvisato. Avete presente La Stangata? E’ uguale: i due (Paul Ing. Newman e Robert Cav. Redford) si danno di gomito, e lanciano uno sguardo di intesa alla loro banda: è l’ora, il pollo è pronto. Gli amici, quelli che vogliono capire, capiscono: sul titolo CDB Web Tech, controllato da De Benedetti, cominciano ad affluire gli acquisti, e le azioni scambiate tra il 14 e il 27 luglio sfondano più volte quota 1 milione al giorno, per la prima volta dopo mesi e mesi. Gli amici stanno facendo rifornimento, comprando a circa 3,20 Euro per azione. Adesso tutto è pronto, si alza il sipario. E’ la sera del 28 luglio: la notizia è ufficiale, è lo stesso Ingegnere a renderla nota, con tanto di dettagli e numeri. De Benedetti e Berlusconi saranno i soci principali (con 50 milioni di Euro ciascuno) di un nuovo fondo salva-imprese, cui prenderanno parte anche (un po’ di maquillage non guasta, ovviamente) Della Valle e Montezemolo. Stavolta la grancassa parte, e parte sul serio: giornali e telegiornali sparano i titoloni, destinati ad annunciare la notizia del secolo alle masse tutte. Inutile citare le testate: tutte, ma proprio tutte, cominciano a dedicare alla notizia titoli, cronache, interviste, editoriali, approfondimenti… Nel frattempo… nel frattempo si scatena anche la Borsa. E’ il 29 luglio, e il titolo dell’Ingegnere, CDB Web Tech, viene subissato di richieste d’acquisto: è il popolo-bue – siete voi idioti che leggete tutti i giornali e guardate tutti i tiggì – che corre verso l’Eldorado, comprando montagne di azioni CDB al modico prezzo di 4,00-4,80 Euro. Vengono scambiati (udite udite!) più di 15 milioni di azioni! E’ venerdì, e si chiude. Ma giornali e televisioni, di sabato e di domenica, continuano a sparare la notizia. De Benedetti, e i suoi amici, fanno un po’ di conti: in una settimana il titolo ha guadagnato il 40%; nella sola giornata di venerdì 29 luglio, il 30%. Decidono che sì, è andata come doveva andare, e lunedì si comincia a tirare il cappio. Lunedì 1 agosto, sui giornali si discute ancora del perché e del percome della strana alleanza tra l’Ing. e il Cav., con dovizia di analisi politiche, etiche ed economiche. Tutte nell’ottica del bene del Paese. Riapre la Borsa, è il grande giorno. Alle 10.59 la Reuters (storica agenzia specializzata in economia e finanza, mica vorrete metterne in dubbio le notizie, no?), nel comunicare che a seguito dell’entusiasmo dei mercati il titolo CDB viene sospeso al rialzo, fa notare che alle 10,45 Cdb segna un prezzo teorico di 4,89 euro (ai massimi degli ultimi 4 anni) e fa suo il commento di un trader (uno che se ne intende, mica idiota come voi): "Già venerdì il titolo ha dato un segnale chiaro: al mercato è piaciuta moltissimo l’operazione, soprattutto per il compromesso storico tra Berlusconi e De Benedetti, due numeri uno del mercato", commenta un trader. Il segnale, cari buoi, è chiaro: il mercato ama l’Ing. e ama il Cav., comprate, coraggio, comprate! Ma qualcuno, proprio quella mattina, stranamente con lo stesso entusiasmo, ma in senso opposto, comincia a vendere, e a palate. Sono l’Ing. e tutti i suoi amici, lo si saprà il giorno dopo. Nella giornata passano di mano 10 milioni di azioni. Più di 1 milione di queste erano dell’Ing., che le vende (tanto crede nella sua idea imprenditoriale, cribbio!). Lo sappiamo perché, essendo il maggiore azionista della società, è obbligato a renderlo noto, sia pure il giorno dopo: Cdb Web Tech ha comunicato che il presidente, Carlo De Benedetti, ha venduto ieri 1.040.000 azioni al prezzo unitario di 4,6973 euro, per un controvalore di oltre 4,88 milioni di euro. Sempre ieri De Benedetti ha acquistato 230.000 titoli a 4,33 euro per un controvalore di 995.900 euro. Nei giorni scorsi Cdb Web Tech ha annunciato la creazione di un fondo salva-imprese al quale partecipa anche Fininvest. Vende 1 milione e rotti di azioni al prezzo di € 4,70, praticamente ai massimi, mettendo in tasca oltre 4,88 milioni di Euro. Niente male. Giornali e telegiornali non ve lo raccontano. Nei newsgroup (se solo voi idioti sapeste che esistono…) si parla già un altro linguaggio. Nel frattempo la storiella del fondo De Benedetti-Berlusconi va avanti. E l’Ing. continua a fare un po’ di trading, in perfetto stile instant trader: tra l’1 e il 4 agosto continua a comprare e rivendere, comprare e rivendere. Nei giornali e telegiornali, intanto, prosegue er dibbattito. E’ il 3 agosto: l’Ing. non è ancora sazio, e per arrotondare con un po’ di spiccioli decide di tenere ancora un po’ su la faccenda. Esce la sua intervista nientepopodimenoché al Financial Times, dove dice che l’accordo con Berlusconi si fa, ma solo su questo, ci mancherebbe altro, e – racconta la Repubblica – spiega di non vedere alcun motivo per rifiutare i soldi di Berlusconi in un progetto che vede impegnati investitori come Diego Della Valle, Luca di Montezemolo e il finanziere di Wall Street Peter Cohen. Gli amici continuano a dare una m
ano. Del resto non avranno di che lamentarsi. Il Riformista, dal canto suo, si pèrita di offrire la copertura ideologica anche alle manovre speculative di De Benedetti (ormai così vaste da non poter essere del tutto nascoste, almeno ai più avvertiti), benedicendole in nome della grande visione economica e dei grandi benefici che il Paese ricaverà dal nuovo fondo De Benedetti-Berlusconi. E’ il 4 agosto, e l’Ingegnere compra ancora: 220 mila azioni, a 3,98 Euro. Il Paese ancora discute dell’accordo storico con Berlusconi, vede l’Ing. che compra, e corre a comprare di nuovo: i buoi portano di nuovo il titolo sopra i 4,20, e lì attorno lo mantengono per tutto venerdì 5, e l’Ingegnere ricomincia a vendere. E’ di nuovo sabato, il 6 agosto, la Borsa è chiusa. E anche la stangata volge all’epilogo: De Benedetti decide che non si può tirarla più di così. La Repubblica, il giornale di casa, pubblica la sua lettera: contrordine compagni, niente accordo con Berlusconi. Cribbio. E tutti che ci avevano creduto. I buoi si accingono a passare un fine settimana di passione. Il lunedì 8 agosto, si sono ripresentati in borsa, conoscendo già il destino a cui erano votati: il titolo avrebbe iniziato a scendere, inesorabilmente. No, niente crolli improvvisi, almeno per un po’: noblesse oblige, e le truppe dell’Ing. faranno in modo di evitarli, per non dare troppo nell’occhio. E ora? Il famoso fondo salva-aziende che fine ha fatto? L’Ingegnere l’aveva giurato: rinuncio ai soldi sporchi di Berlusconi, ma il progetto del fondo salva-aziende va avanti eccome, mica vorrete prendermi per uno spregiudicato speculatore! Avete più sentito parlare di quel fondo? No, vero? Qualche notizia, molto nascosta (e non su Repubblica, no) in realtà circola: De Benedetti sempre più solo nel progetto del nuovo fondo Management & Capitali, che dovrebbe nascere dalla scissione di Cdb Web Tech. Infatti dopo aver perso Berlusconi, Montezemolo e Merloni, anche Arnaldo Borghesi, numero uno della divisione italiana della banca d’affari Lazard, sarebbe vicino ad abbandonare il fondo. Avevate visto qualche titolone sull’uscita dal fondo di Montezemolo e Merloni? Lo avevate sentito strillare da qualche titolo di TG? Io no. Strano. E strana soprattutto quest’ultima defezione, visto che proprio alla Lazard l’Ingegnere aveva affidato (con Mediobanca) l’incarico di organizzare e coordinare il progetto del fondo, no? Che dire? Che negli USA, per fare cose del genere, occorre mettere in piedi un film, e ambientarlo nel mondo delle scommesse sui cavalli. In Italia lo si può fare legalmente, usando i media e la borsa. A fare una cosa così, negli USA, l’Ing. sarebbe già in galera. Svegliatevi, idioti che non siete altro.


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