Alcune riflessioni sul Comitato Nazionale di Radicali Italiani (seconda parte)

Di Enrico Gagliardi

Nutro una profonda stima nei confronti di Della Vedova ma purtroppo ultimamente fatico a seguirlo nei suoi ragionamenti. Non riesco a seguirlo, per esempio,quando continua quasi ossessivamente a spingere per l’ingresso dei Radicali nella Cdl( non che ci sia nulla di male, anzi, ma eccetto le parole null’altro). Ancora una volta allora per intavolare un discorso serio, bisogna partire dalle sue stesse dichiarazioni, quelle, per intenderci, pronunciate in occasione del suo intervento al Comitato Nazionale di Radicali Italiani. Le parole che ha utilizzato consentono dunque di fare un po’ di chiarezza anche e soprattutto alla luce di altre sue precedenti dichiarazioni. Il problema è sempre lo stesso: Della Vedova non crede in un’alleanza dei Radicali con la sinistra o almeno con questa sinistra, quella di Prodi per esempio o quella vicina ideologicamente ai movimenti "noglobal". Le sue obiezioni ad un’alleanza con l’Unione sono nette; come altrettanto netta è la sua speranza che un ingresso nel centrodestra permetta ai Radicali di veder ascoltati i loro progetti liberali, liberisti ed addirittura libertari. Sono però solo ipotesi,auspici a cui, bisogna dirlo con rammarico, non corrisponde una volontà effettiva della Cdl di accogliere il partito di Pannella nella coalizione. Questa è la principale pecca della posizione dell’ottimo Bendetto: si dialoga dei massimi sistemi, di piani teorici, senza però avere davvero in mano ipotesi concrete in termini di alleanze; tale elemento è una costante in tutti i suoi discorsi: molta buona volontà ma pochi, davvero pochi fatti concreti. A Della Vedova però bisogna concedere una coerenza ed un coraggio politico che meritano senza dubbio il massimo rispetto: in chiusura del suo intervento infatti ha annunciato che se i Radicali dovessero rivolgersi all’Unione, lui inizierebbe un percorso alternativo, rischiando dunque in prima persona un eventuale errore di valutazione in tal senso. A chi gli ha rimproverato di avere poco in mano in termini di progetti di alleanze, lui ha annunciato novità forse in tempo per lo stesso Congresso di Riccione: aspettiamo dunque; certo, a distanza di sette mesi le idee, sono ancora un po’ confuse.


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