Una notte bianca per 364 nere

Di Marco Paolemili

Oggi, 17 settembre, si celebra a Roma la terza edizione della Notte Bianca. Per tutta la notte, o quasi, la Capitale vivrà come se fosse giorno, con negozi aperti fino a tarda notte, spettacoli per le strade, musei aperti al pubblico oltre il normale orario e tante altre manifestazioni. Per qualcuno sarà l’occasione di conoscere la propria città come prima non aveva potuto fare, per altri di scoprirla sotto un altro aspetto e, è proprio il caso di dirlo, sotto un’altra luce. Per altri, e forse saranno quelli che ne beneficeranno di più, sarà il pretesto per uscire di casa la sera e scollarsi dal Fiorello di turno della televisione o da qualche altro reality show costruito a tavolino. Siccome la pubblicità è l’anima del commercio e non sempre è veritiera, il “per tutta la notte” non va inteso fino all’alba: i negozi, quelli che decidono di aderire, abbassano le proprie serrande a mezzanotte o prima, i ristoranti restano aperti solitamente non oltre le 2, per vedere gli spettacoli nelle piazze bisogna arrivare ore prima e per musei e mostre spesso bisogna aver prenotato giorni prima. Ma, l’abbiamo detto, la pubblicità è l’anima del commercio. A Roma, come in ogni altra parte del mondo, l’anno conta 365 giorni e 364 notti l’anno si fanno i conti con realtà diverse. Il centro di Roma è ormai zona off-limits per chi non sia residente, le “zone a traffico limitato” hanno escluso alle auto l’accesso in tutte quelle zone in cui stanotte ci sarà festa, con effetti disastrosi sul traffico delle zone limitrofe, lungotevere in testa, che durante le ore notturne si trasforma in una giungla impazzita di macchine. I mezzi pubblici non sono stati potenziati, le linee notturne sono sempre insufficienti e non frequenti e, va da sé, il trasporto urbano di superficie (che a Roma è prevalente, soprattutto in questo periodo che la Metro A chiude verso le 21 per lavori) rimane bloccato appena si addentra fuori la zona a traffico limitato. Mettiamoci poi i residenti, che spesso con le loro richieste assurde e conservatrici arrivano dove nemmeno i Verdi osano arrivare, che presentano scontate petizioni nelle quali richiedono chiusure anticipate di locali e negozi e sempre più restrizioni per le macchine dei non residenti. Vogliono stare tranquilli, vogliono parcheggiare, insomma vogliono vivere in un borgo felice, al centro di una metropoli. Vogliono tutto insomma, la casa al centro di Roma che vale milioni d’euro e la tranquillità della zona residenziale di lusso. Chiudono un occhio per una volta, con la Notte Bianca, e per 364 giorni riprendono le vesti di cittadini di serie A, a dispetto di tutti gli altri Romani di serie B. I locali di Campo de’ Fiori, una delle più belle e vive piazze di Roma, chiudono alle due, buttandoti letteralmente fuori, i ristoranti non vanno oltre l’una e così per le tre massimo, (orario in cui anche le poche corse prolungate dei mezzi pubblici non notturni terminano) tutto è finito. Il Sindaco di Roma e i suoi sostenitori non fanno che vantarsi dell’internazionalità e della multiculturalità che hanno portato nella Capitale. Madrid e l’ancora più viva Barcellona ci ridono dietro naturalmente, una manifestazione del genere la si vede ogni fine settimana almeno e se vogliamo andare oltre oceano troviamo la “città che non dorme mai” per antonomasia, New York. Paradossalmente siamo ormai stati superati anche da Londra, senz’altro più multiculturale, più funzionale (la metropolitana chiude alle 23 circa, ma dopo quell’ora centinaia di corse notturne la vanno a sostituire egregiamente per tutta la notte) e che ha recentemente liberalizzato totalmente l’orario dei suoi pub. Sicuramente anche in queste città si fanno concerti gratuiti e tante altre manifestazioni, sicuramente ci sono residenti che si lamentano, ma ci sono Sindaci che, speriamo, gettino meno fumo negli occhi ai propri cittadini-elettori. Sarebbe più bello avere una città più equa allora, che ascolta anche i problemi delle disastrate periferie oltre che le pressanti richieste dei benestanti del centro (che potrebbero adottare dei sistemi antirumore in casa, che pagano a volte un’ICI più bassa di altri e che parcheggiano e circolano gratis). Non si possono pretendere 365 notti bianche l’anno, ma meno ipocrisie e una città a misura di tutti sarebbero preferibili allo splendore relativo di una sera soltanto.


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