Riflessioni sul Comitato Nazionale di Radicali Italiani

Di Enrico Gagliardi

Il Comitato Nazionale di Radicali Italiani svoltosi in questi giorni è stato una buona occasione per fare il punto sul futuro del partito a livello di alleanze. I discorsi in buona sostanza sono sempre i medesimi. Da una parte quelli che spingono verso la Cdl e dall’altra coloro che hanno aperto alla sinistra. I vari interventi hanno però fatto una buona panoramica su tutta la vicenda mettendo in luce come il discorso sia tutt’altro che chiuso o già risolto. Una cosa si è capita:i Radicali devono scegliere da che parte stare e non possono ancora rimandare una scelta del genere proprio perché siamo ormai alla vigilia di un appuntamento cruciale come le politiche del 2006. Il partito deve prendere atto che solo in una coalizione ormai può recitare un qualche ruolo determinante e decisivo. Forse la scelta è definitivamente maturata subito dopo la batosta referendaria quando cioè i Radicali si sono resi conto che,per vari motivi su cui già tanto si è discusso,nemmeno sullo strumento del referendum possono fare più affidamento. O forse più semplicemente Pannella e gli altri hanno trovato(cosa più che probabile)interessanti punti in comune con lo Sdi e credono nello concretizzazione positiva di tale dialogo. Per avere più chiaro il quadro della situazione però può essere utile ascoltare l’intervento di Daniele Capezzone:in questo modo infatti si possono fare ipotesi sui futuri scenari Radicali tentando di interpretare le parole dello stesso Segretario. Parole,che a dire la verità,non hanno bisogno di essere decifrate visto che sono chiarissime. Dalle dichiarazioni si capisce come sia venuto il momento,per il partito,di avere maggiore rappresentanza politica;si può intuire come ci si sia resi conto che un dialogo con lo Sdi non è solo utile ma per certi aspetti anche doveroso. Capezzone ha sottolineato come con lo Sdi ci sia una comunanza di idee e progetti che merita di essere portata avanti e che può regalare ad entrambi i partiti molte soddisfazioni;comunanza sulla politica estera,per esempio,con l’idea dell’organizzazione mondiale delle democrazie apprezzata,pare,anche dallo stesso Boselli. Certo,molti(penso all’ottimo intervento di Luigi Castaldi)hanno sottolineato come centrosinistra voglia dire anche Bertinotti e Diliberto;proprio quest’ultimo sembra sia fortemente contrario ad un ipotetico ingresso del partito di Pannella nell’Unione:queste però non sono ragioni sufficienti per rinunciare ad un’ottima opportunità viste anche le scarse alternative. Dall’altra parte infatti che scenari si aprono?Nessuno sembrerebbe,visto che nonostante i messaggi lanciati alla Cdl,di alleanza con i Radicali non si può parlare senza scatenare l’ira dei vari leader ed accoliti dell’Udc,della Lega e di An. Allora,continuare a sperare in un ingresso nel centrodestra sembra,almeno allo stato dei fatti,quantomeno anacronistico. Bisognerebbe a questo punto tentare di capire da dove pensa di partire Benedetto Della Vedova quando spinge per un ingresso nell’attuale maggioranza di Governo.


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