Ritiro da Gaza

NEVE DEKALIM – Le operazioni di evacuazione finale dei coloni della striscia di Gaza, volte a porre fine alla presenza israeliana in questo territorio dopo 38 anni, sono iniziate questa mattina in cinque insediamenti su 21, fra cui la ‘capitale’ del Gush Katif, Nevé Dekalim. Poco prima dell’alba 11.000 soldati e poliziotti israeliani hanno avviato le operazioni di sgombero, dopo che a mezzanotte era scaduto il termine fissato dal governo per la partenza volontaria degli 8.500 coloni della Striscia e dei loro circa 5000 sostenitori, per lo più giovani e adolescenti, che si sono infiltrati illegalmente nelle ultime settimane. Non ci sono stati per il momento episodi gravi di violenza nelle colonie, nonostante il clima di forte tensione e di grande emozione. Una oppositrice al ritiro si è tuttavia data fuoco per protesta durante una manifestazione vicino alla cittadina di Netivot, nel sud di Israele, ad alcune decine di chilometri dalla Striscia di Gaza. La donna è stata ricoverata in condizioni definite serie. Per carità, limitiamoci alla cronaca. Altrimenti, se scrivo quello che penso, prevedo attriti con i curatori di questo sito, che io, ci tengo a sottolineare, sto aggiornando ogni tanto solo per evitare che resti immobile per troppo tempo. Valga a commento la mappa di Israele che metto come immagine. Quella mappa per i palestinesi non esiste. Nei libri di scuola non la mettono, nei libri di scuola l’ "entità sionista" è già sparita. E adesso Israele si ritira, sperando che le cose cambino. Suona un po’ come un arrendersi, ma forse è anche vero che uno stato, per dimostrare di essere veramente forte, deve avere il coraggio di cedere quando lo ritiene necessario. Le vittime israeliane (le vittime ebree) del terrorismo, per la Chiesa e non solo, sono vittime di serie B, perché i superstiti, anziché restare fermi zitti e buoni a lasciarsi massacrare uno per uno, reagiscono con azioni militari. Come sarà ricordata questa povera ragazza tanto disperata da darsi fuoco, e per il momento, per fortuna, ancora viva? Come una pazza, come un’ "irriducibile estremista", come qualcosa di sconveniente? E’ probabile. Io non voglio ricordarla così. E’ per questo che mi sono lasciata ancora una volta trascinare a scrivere su questo sito, su cui avevo promesso di non mettere più niente. Addio al politicamente corretto. Marianna Mascioletti


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