Maledetto Benedetto!

Di Filippo Modica

Da alcune settimane, in casa radicale, sembra essere diventato il caso per antonomasia. All’Assemblea dei Mille, infatti, Benedetto Della Vedova è stato come al solito schietto e preciso nel criticare quelli che, secondo lui, sono stati dei limiti ben precisi nella conduzione della campagna referendaria. Eccessivo anticlericalismo, giustizialismo ingiustificato (ma il Concordato e le norme penali che vietano di proferire comizi dal pulpito, non si sorreggono a vicenda?), messa in discussione dell’utilizzo dello strumento referendario. Sorpresi? No, perché Benedetto già all’ultimo congresso di Radicali Italiani aveva fatto capire di non digerire l’anticlericalismo (lo slogan No Vatican, No Taliban, ma non solo…) del partito e le iniziative politiche solitarie, al di fuori dei due poli. "A differenza del razionalismo della Rivoluzione francese, il vero liberalismo non ha niente contro la religione e io non posso che deplorare l’anticlericalismo militante ed essenzialmente illiberale che ha animato tanta parte del liberalismo del XIX secolo". Citando Von Hayek, Benedetto Della Vedova aveva marcato una certa presa di distanza nei confronti degli altri dirigenti radicali. Adesso Marco Pannella gli consiglia di non perdere tempo con i radicali (ci sarebbe la Margherita, ma il nostro preferisce Forza Italia…), eppure mi sembra che la coerenza sia la dote migliore di questo economista hayekiano. "Ma dov’è quel maledetto Benedetto?", urlava Pannella anni fa, in pieno agosto, alla ricerca dell’economista in vacanza. Ora, invece, sembra quasi invitarlo alla riflessione. Non si tratta certo di un’espulsione, ma della presa d’atto di una situazione che si trascina da molti anni: Della Vedova propone strategie che sono lontane anni luce da quelle perseguite dal resto dei dirigenti del partito. Egli si è sempre definito un radical-moderato e ora viene tacciato di essersi ridotto a fare invece la parte del clerico-moderato. Di scuola hayekiana, thatcheriana, reaganiana, è un seguace dei Chicago boys di Milton Friedman. Dubito che negli anni Settanta uno come Della Vedova avrebbe mai potuto prendere la tessera radicale. Come Friedman, è un uomo di destra: liberale, moderatamente libertario, liberista, antiproibizionista. Personalmente, gli auguro di poter diventare un giorno il Ministro delle Finanze di un Governo serio, liberale, moderato. Quel giorno, la Destra storica sarà risorta e avrà spazzato via quest’accozzaglia clerico-fascista che oggi governa il Paese.


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