La vicenda di Maurizio Trotta non è ancora finita

Ce ne siamo occupati tempo fa, abbiamo seguito la battaglia di Rita Bernardini per riportare in Italia l’imprenditore detenuto in Romania colpevole di portare con se 11 grammi di hashish. La vicenda però non è ancora finita e il perchè lo spiega la stessa Rita Bernardini, tesoriera di Radicali Italiani: “Non è ancora finito l’incubo di Maurizio Trotta, giovane imprenditore reggiano detenuto in Romania dal 2 agosto 2002 per il possesso di undici grammi di hashish. Esaurite con la spaventosa lentezza della giustizia italiana le pratiche per l’estradizione, da 11 giorni, il povero Maurizio Trotta è stato “liberato” e sbattuto in un posto di polizia di Bucarest in attesa dell’arrivo degli agenti incaricati del trasferimento in Italia. Ma “i nostri” se la prendono comoda e Trotta passa le sue giornate in isolamento in un sotterraneo, usufruendo di un’ora d’aria al giorno da trascorrere in una stanza due metri per due. Il calvario di 1.061 giorni di galera scontati per il possesso di 11 grammi di hashish non è ancora ritenuto adeguato a pagare il debito con la giustizia? Cosa aspetta il Governo a chiudere questa pagina vergognosa che ha sanzionato il massacro fisico, psicologico e morale di un ragazzo sostanzialmente “incolpevole”?” Nella speranza che il nostro governo si occupi presto di porre la parola fine a questa vergognosa vicenda, non possiamo che riflettere ancora una volta sui danni del proibizionismo.


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