Rettore e studenti: d’accordo ma senza idee

Di Marco Paolemili

Onore al merito: è la prima volta che un Rettore de La Sapienza decide di incontrare tutti i rappresentanti, di ascoltare le loro proposte e di dar loro risposte. Eppure il dialogo che si è svolto il 28 giugno nell’Aula Magna dell’ateneo romano è stato un solito paniere di belle intenzioni che, come si sa, lastricano le strade dell’inferno. Tutti presenti, senatori, membri del CdA e consiglieri di facoltà, le loro richieste sono quelle di contare di più, di avere un peso maggiore dentro le istituzioni universitarie. Tanti i complimenti per le iniziative estive dell’università, dal Villaggio Sapienza all’Estate Romana, segno che un po’ d’impegno a rendersi più umani, a favorire la socializzazione e la partecipazione c’è. A dir la verità l’assemblea si era aperta con un altro argomento, come prosecuzione di quella riunione di Senato Accademico che aveva prodotto questa mozione: “Il Senato Accademico dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza considera del tutto inaccettabile il testo del disegno di legge sullo stato giuridico dei docenti universitari licenziato lo scorso 1°giugno dalla VII Commissione della Camera dei Deputati. Destano estremo sconcerto e viva preoccupazione gli elementi di confusione, indeterminatezza, contraddittorietà e improvvisazione che sono stati ulteriormente introdotti sui punti qualificanti. Il Senato Accademico si riserva di inviare proposte di integrazione al testo del disegno di legge dopo la prevista Conferenza di Ateneo.”. Gli studenti però vogliono parlare, a loro non sembra interessare questo problema, sono lì per parlare al Rettore dei propri disagi, non per ascoltare le lamentele di una categoria super protetta che tenta a tutti costi di non perdere privilegi. Non solo lamentele quindi ma anche proposte. Come quella degli studenti di Scienze della Comunicazione, impegnati nella realizzazione di un “Corriere de La Sapienza” e la Carta dei diritti dello studente redatta dagli studenti di Architettura di Valle Giulia. Come sempre, vizio di questo paese che evidentemente contraddistingue anche la nuova generazione, la mancanza di idee di riforma la fa da padrona. Forse non era quella la sede, forse un solo ateneo da solo non può decidere alcunché, ma farebbe piacere che gli studenti prendessero coscienza della situazione delle università italiane. La Sapienza è in pessime condizioni, l’ultima classifica stilata dal Sole 24 ore la vede in bassa classifica, ma i professori la difendono tirando fuori come sempre la litania che le private (ai primi posti per efficienza) non forniscono la stessa qualità didattica e che pochi dei loro professori sono di ruolo (certo, sono di ruolo nelle pubbliche! A riprova che è proprio l’organizzazione pubblica a non funzionare perché con gli stessi docenti non fornisce lo stesso prodotto). Come sempre colpa di qualcun altro e proposte per cambiare nulla. Fatto importante allora che gli studenti dialoghino con i professori ma, accanto al giornalino e al concerto, sarebbe bello che parlassero anche del loro futuro. Noi continueremo a proporre un dibattito sul tema, in questo paese occorrono tante libertà , una di queste è la libertà di disporre del proprio futuro, di poterlo scegliere con le stesse opportunità che hanno gli altri giovani d’Europa e d’America.


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