Italiani, brava gente…

Di Enrico Gagliardi

Complimenti avete vinto; ma io se fossi in voi non mi vanterei tanto. Oggi, cari miei, ha vinto “l’italietta”, quella del non confronto a prescindere, quella che si appoggia per far fallire un referendum alle persone che delle consultazioni se ne fregano beatamente, che non sapevano nemmeno che oggi ci fosse un referendum, che come unico svago hanno quello di accendere la televisione e vedere Costanzo appena tornano a casa la sera. Si è riuscito a boicottare un momento fondamentale: quello del confronto tra due modi di vedere la questione della ricerca e della libertà di scelta individuale. Diciamolo chiaramente: ha vinto l’Italia dei furbi, quella che ha perso un’occasione per stare al passo di tutte le principali democrazie liberali del mondo occidentale. In un paese come si deve, dunque non il nostro, la partita si sarebbe giocata sui versanti del “Si” o del “No”, non sarebbe nato, in altri termini, un “comitato per l’astensione”, un gruppo di persone che hanno incitato al non voto,cioè il contrario della democrazia rappresentativa. In un paese serio, i Presidenti di Senato e Camera, cioè la seconda e terza carica dello Stato, non avrebbero fatto pubblicità all’astensione violando palesemente il principio di laicità che tanto solennemente la Costituzione enuncia (in maniera solo formale come si è tragicamente visto). Grosse responsabilità in tutto ciò le ha anche Ciampi, che è rimasto in un colpevole silenzio davanti alle dichiarazioni di Pera e Casini quando invece era suo preciso obbligo morale, in quanto garante delle istituzioni, richiamarli ad un doveroso comportamento imparziale. Oggi dunque, l’ha spuntata un’Italia poco liberale, possiamo dirlo ora che non siamo più in campagna referendaria, un’Italia che ha trasformato il peccato in reato e che non paga di questa metamorfosi religioso-normativa ha consentito un controllo sociale da parte del Vaticano che di fatto ha dato una bella mazzata al già flebile quorum. In quante chiese si sono viste omelie trasformarsi magicamente in comizi per l’astensione? In quanti piccoli comuni si è violato in maniera inequivocabile e gravissima la segretezza del voto? L’ingerenza delle gerarchie ecclesiastiche nella vita politica italiana è stata pesante e credo ingiusta:si è giocato un agone politico impari con,da una parte i promotori per il “Si” e dall’altra tutta la Chiesa che ha messo in campo risorse umane nettamente superiori per bacino di utenza e di rappresentanza. Pessimo esempio lo hanno dato poi i politici che hanno seguito pedissequamente i dettami di Santa Romana Chiesa. Tutti questi elementi uniti insieme hanno portato al mancato raggiungimento del quorum. Ora si aprono scenari inquietanti che vanno da una limitazione sostanziale della ricerca scientifica mentre tutto il resto del mondo va avanti all’ipotesi drammatica di una modifica della 194 che, nel suo impianto principale, inevitabilmente cozza con la concezione di persona giuridica che la legge 40 da dell’embrione. Chi è uscito in assoluto più sconfitto è il popolo: affluenza bassissima dovuta a molteplici fattori. C’è chi non è andato a votare per una scelta consapevole, assurda secondo me ma consapevole, ma gran parte delle persone non hanno esercitato il loro diritto dovere per disinteresse. Gente che non sapeva nemmeno dell’esistenza di questo referendum, gente la cui unica preoccupazione è quella di conoscere la nuova fiamma di Costantino o il futuro escluso dalla casa del grande fratello o dalla fattoria. Dunque se questo è il livello di partecipazione alla vita politica e democratica, ci meritiamo questa legge, questi politici, questo paese. Non esultate, oggi abbiamo perso tutti:ha perso la laicità dello stato, la dialettica democratica e lo stato di diritto.


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