Elezioni a La Sapienza, tira “Vento di Cambiamento”

La pagina personale di Marco Paolemili

Tutti i risultati delle elezioni a La Sapienza

Quando coniarono il nome “Vento di Cambiamento” i fondatori della lista che ha vinto senza mezze misure le elezioni devono aver pensato proprio a quello che è accaduto. Nella notte di lunedì 23 maggio finalmente il Rettorato de La Sapienza ha reso pubblici i risultati delle elezioni universitarie. La lista “Vento di Cambiamento”, con 4240 voti complessivi, si afferma nettamente in tutta l’università, cedendo il passo alle liste di sinistra solo nelle facoltà di Architettura, Lettere, Psicologia, Filosofia, Sociologia e Scienze Politiche. Grande affermazione negli organi centrali della lista che vede al suo interno realtà del centrodestra insieme a movimenti apartitici, con due seggi al Consiglio d’amministrazione contro uno dei “Collettivi universitari”, uno della “Lista aperta per il diritto allo studio” vicina a Comunione e liberazione che tuttavia ottiene solo questa vittoria cede ovunque voti, di “Sapienza in movimento” della Margherita e Udeur e di “Sinistra Universitaria” di area DS. Male “Alleanza universitaria”, la lista di Alleanza Nazionale non ottiene nessun seggio in alcun organo centrale, rappresentando la grande sconfitta di queste elezioni. I risultati al Senato Accademico e negli altri organi riflettono lo stesso orientamento: Vento di Cambiamento sempre in maggioranza, ma con Sapienza in Movimento e Sinistra universitaria subito dietro, seguiti da “Collettivi universitari” della sinistra cosiddetta radicale. Grande festa per i vincitori, che miravano ad affemarsi come prima lista, ma con la consapevolezza che gli studenti del centrosinistra, se sapranno superare le loro divisioni, costituiranno sempre la maggioranza a La Sapienza. Molte le critiche a questo risultato, la lista di centrodestra è stata accusata dalla sinistra di essere stata favorita dal prorettore e preside della Facoltà di Medicina Luigi Frati (proprio in questa facoltà Vento di Cambiamento ha ottenuto il risultato migliore aggiudicandosi un incredibile numero di consiglieri) e di aver barattato il voto con l’esenzione di ore di tirocinio per gli studenti delle professioni sanitarie, anche se ciò è previsto da tutti i regolamenti dell’ateneo, considerata l’obbligatorietà della presenza e la soglia del 67% di presenze che gli studenti di Medicina devono collezionare per poter sostenere gli esami. Come previsto è anche un servizio navetta per gli studenti fuori sede che vogliono recarsi a votare, ma la trovata degli studenti calabresi, che hanno organizzato pullman autonomi, non è piaciuta sempre alla sinistra (evidentemente non hanno votato per loro). L’affluenza alle urne è stata, come al solito, molto scarsa: 12,7% ma che, stando ai dati storici dell’ateneo, è un grande bagno di folla. Questo dato la dice lunga sulla partecipazione e il potere di rappresentatività che ha la politica nell’università. Quindi anche se il campione è scarso, il voto universitario sembra rispecchiare l’andamento nazionale ma, con il successo della cordata Udc e Forza Italia, rileva anche che forse tra i giovani di questi due partiti davvero spira già quel “vento di cambiamento” e che la sinistra, più che avanzare, tende a conservare le proprie preferenze e a beneficiare dei problemi degli avversari.


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