Sì o No: Io voto però!

Di Marco Paolemili

E’ raro che il mondo virtuale di internet si ritrovi fisicamente in un luogo e si confronti con quel mondo oggetto dei loro discorsi. E’ accaduto il 21 maggio, a Roma, negli studi di Nessuno TV. I blogger della rete si sono dati appuntamento e hanno discusso con personaggi della politica, della cultura, della scienza e del giornalismo. Nessuno TV e Il Cannocchiale, presentatori dell’evento, già rappresentavano un punto di contatto tra il mondo dei blogger e la televisione e questa volta hanno dimostrato come sia vero che tv ed internet non sono concorrenti nel mondo dei media, ma rappresentino due realtà che possono benissimo convivere e completarsi a vicenda. In tre ore di diretta televisiva, trasmessa da Taxi Channel, canale satellitare di Sky, (presto il video sarà disponibile online) gli ospiti si sono interrogati sui quattro quesiti del referendum sulla legge sulla fecondazione assistita e su temi strettamente correlati quali la sessualità, la religione e il cosiddetto turismo procreativo. La splendida idea di dar vita a questa serata è stata dei blogger Panther, Astrid e Galileo della piattaforma de Il Cannocchiale, e subito appoggiata dai web magazine Generazione L e Liberal Cafe, da sempre attenti alla comunicazione sul web, alla radio e tra i giovani delle università e delle scuole. Il nome dell’iniziativa, che avrà probabilmente un futuro, è “Blog in progress. Una maratona sul referendum” e di maratona oratoria si è realmente trattata. Ma soprattutto importante era il sottotitolo, lo slogan dell’iniziativa: “Sì o no, io voto però!”. I blogger che hanno aderito erano mossi tutti dalla stessa motivazione: la partecipazione attiva. Lo hanno dimostrato le adesioni anche di blogger non di Roma e l’impegno fermo ad andare a votare il 12 e il 13 giugno, anche per il no, ma senza astenersi. Diversamente l’hanno pensata gli ospiti del Comitato Scienza e Vita che annoveravano tra le loro fila avvocati come Maria Camozza, bioeticisti come Angela Casentino, i giovani del Movimento per la vita rappresentati da Giorgio Gibertini e professori di diritto come Maria Pia Baccari, sostenitori agguerriti dell’astensione, che hanno difeso le loro posizioni, spesso accendendo la discussione nello studio e lamentandosi a volte del poco spazio concessogli dall’organizzazione. Davanti alle telecamere c’erano però anche i sostenitori del no, come Mario Adinolfi, convinti dell’importanza dello strumento referendario e i cattolici dell’ADISTA che si dissociano dal diktat del Cardinal Ruini e dai moniti dell’onorevole Buttiglione. Il mondo politico questa volta non l’ha fatta stranamente da padrone, a riprova che questo referendum coinvolge davvero le coscienze degli Italiani, come ha detto Marco Pannella, presente con un contributo video, ragionando sul fatto che questa volta quel 30% d’Italiani che normalmente non va a votare dovrebbe recarsi alle urne per dare una lezione ai politici che non li rappresenta. Seduti tra il pubblico e sul palco erano invece presenti Daniele Capezzone, Lanfranco Turci, Loredana De Petris, Maura Cossutta e Mario Segni, di quei partiti che da subito si sono mossi a sostegno del sì, senza troppi opportunismi o calcoli elettorali. Ben rappresentato il mondo della scienza e della medicina schierato per il sì, che ha rivendicato libertà d’azione, la voglia di contribuire alla cura di malattie ad oggi incurabili e sottolineato la presenza, non sempre facile da sopportare, della Chiesa cattolica nelle decisioni critiche che i medici ogni giorno sono tenuti a prendere. E poi le donne, le mamme e i malati, i diretti interessati dalla legge, che vedono negati diritti, possibilità di cura e speranze. Marica Solvetti dell’associazione emofilici, Filomena Gallo di Amica Cicogna, Monica Soldano di Madre Provetta e Romina Nicoletti dell’Internazionale Femminile Partiti di centro, Rosaria Iardino del Network Italiano Sieropositivi hanno difeso le loro posizioni e preteso quel ruolo principale nella maternità che la legge 40/2004 le ha in parte ha tolto. La libertà della donna, la ricerca scientifica, la maternità e la paternità, la sessualità e la religione sono i temi che il referendum pone davanti ad una scelta. Non c’è solo una legge, che paradossalmente a nessuno piace, (il fronte del sì che la vuole abrogare e quello dell’astensione che la vorrebbe più severa ma che per ora si accontenta) c’è l’intero concetto di libertà individuale, di laicità, di concezione stessa del ruolo dello Stato di fronte a quelle quattro schede. Generazione L, che ha fortemente voluto quest’incontro, si unisce al coro di tutti quelli che rivendicano libertà di coscienza, libertà di scelta, libertà di religione. Per un’Italia più liberale e più laica diciamo anche noi: “Il 12 e il 13 giugno, Sì o No: Io voto però!”


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