Grande successo per la nostra iniziativa

Lancio Ansa del 20 maggio 2005

Il vincitore è incerto, anche se uno dei due ha ‘giocato in casa’: Marco Pannella e Giuliano Ferrara si sono misurati oggi a Roma, davanti a una platea di studenti liceali, in una ‘singolar tenzone’ sulla fecondazione assistita e sui relativi referendum che ha visto un terzo protagonista, un medico, apertamente schierato dalla parte del fronte del ‘no’ alla legge 40. Il dibattito, organizzato presso l’aula magna del Liceo Mamiani – protagonista delle storiche lotte studentesche del ’68 e degli anni ’70 – era stato promosso da alcuni studenti, di simpatie radicali. E non era difficile capire che la sala stracolma di ragazzi – quasi tutti dell’ultimo anno e per lo piu’ diciottenni, che quindi il 12 e 13 giugno potranno votare – tifava soprattutto per Pannella. Ma anche il direttore del ‘Foglio’ si e’ guadagnato un po’ di punti con la lucidita’ delle sue argomentazioni e l’insolita pacatezza con la quale le ha esposte. Molti applausi per l’unico ‘tecnico’ del dibattito, il ginecologo Fabio Sapienza, che ha fornito molte informazioni agli studenti sulla fecondazione assistita, la diagnosi preimpianto, l’eterologa, la ricerca sulle staminali, etc. e che ha più volte polemizzato con Ferrara. Particolarmente animato e sentito il dibattito su cosa è la sterilità: per Sapienza e Pannella “una malattia”, per Ferrara “una condizione”. “Sono d’accordo con Ferrara” annuisce una ragazza, che però alla domanda su “cosa farebbe se scoprisse di non poter avere bambini” risponde “non lo so”. Altro momento ‘caldò è quando si tocca l’argomento dell’embrione: “il punto è decidere se è qualcuno o qualcosa” puntualizza Ferrara, che aggiunge “l’embrione è dotato di cromosomi che saranno del futuro essere umano”. “Se l’embrione è una persona, gli spermatozoi sono il papà, e quindi bisognerebbe vietare la masturbazione in quanto spreco e omicidio di milioni di possibili genitori” replica provocatoriamente Pannella tra le risate generali. Ma poi precisa, tra cenni di assenso degli studenti: “ciò che è realmente in gioco è la libertà di ricerca, non l’embrione. Bisogna regolamentare, non proibire”. D’accordo con lui Sapienza: “se si blocca la ricerca si precludono strade importanti per guarire le malattie genetiche”. Alla fine, le domande dei ragazzi sono per Ferrara. A uno studente che obietta come con questa legge le coppie vadano all’estero per la fecondazione, il giornalista risponde che “nel mondo c’è il lavoro minorile ma non per questo in Italia viene abolita la legge contro lo sfruttamento dei minori”, a un altro che gli chiede provocatoriamente se si senta “più vicino alla posizione saudita o americana” risponde senza esitazione “saudita”.


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