A quei 5 milioni che mancano…

di Valeria Manieri

Ultimamente ho sentito dire che la legge sulla fecondazione assistita e questo referendum non è chiaro a molti italiani. Le ultime stime dicono che per raggiungere il quorum manchino circa 5 milioni di italiani. Se può essere comprensibile che la legge sia complessa o non del tutto chiara alla maggior parte degli italiani (magari con un pò di informazione in più e senza i non expedit del Papa un pò più di chiarezza l’avremmo pure), è evidente ugualmente che le contraddizioni -al di là della cosiddetta etica della presunta vita- che la legge 40 ha nella sua stuttura portante sono sciocche e da abrogare. Bisogna con il voto porre rimedio ai pasticciacci brutti del parlamento. Il che non significa che ci sarà il far west nel caso dell’abrogazione, semplicemente è come dire: così com’è proprio non va, come on let’s try again… meglio senza se questi sono i patti. Mi meraviglio che un qualunque cittadino che sappia cosa la scienza può fare con molte malattie ad oggi incurabili, voglia serrare le porte alla speranza di cura votando no o peggio non andando affatto a votare. Perchè colui che non ha tempo o voglia di capire magari per pigrizia, deve essere una limitazioni per i propri concittadini? Dei delitti e delle pene: il vostro non voto annullerà anche la volontà di chi a votare ci va e, comunque, si esprime. Se un domani non potrò curarmi con le staminali in Italia, o non potrò ricorrere alla fecondazione eterologa, o dovrò sottopormi a trattamenti specifici o crudeli, chi dovrò ringraziare? E se lo vorrò fare ma in Italia non posso mentre i cugini francesi o spagnoli sì, con chi me la prenderò? Curarsi, vivere, sperare, riporre fiducia prima negli uomini poi nella scienza e nel loro operare mi sembra doveroso. Lo so, non siamo in America, quegli Stati Uniti dalle mille contraddizioni ove però esiste un Dio che si ricorda sempre pure sulla moneta nazionale eppure così all’avanguardia e una costituzione che ti dice che devi cercare la tua felicità…. L’Italia non è l’America, purtroppo e per fortuna… non è l’Olanda intelligente e anticonformista, non è la Spagna coraggiosa e sfrontata… Siamo un poco masochisti e disinteressati ma gli uomini sono uomini ovunque e devono -almeno in teoria- avere le stesse libertà per ricercare la propria felicità dove nascono o dove si spostano,e ciò deve essergli garantito. Se devono battersi per ottenerla quella libertà, amen. E se non la trovano dove nascono, diventeranno gli emigranti di domani… ricercando la libertà che nel paese d’origine non c’è… Oppure, come molti nostri cervelli italiani di scienziati e medici, dovranno cercare altrove l’apprezzamento delle loro scoperte… E come tanti italiani la troveranno altrove… e perderemo la chance di essere magari coloro che hanno scoperto la cura per l’alzheimer, o la leucemia, o il parkinson… Prima di lasciar andar via tanta gente, emigranti di infelicità, non voglio chiudere gli occhi e far finta di non sapere cosa succede quando certi diritti vengono negati nel tuo paese. Vorrei che anche quei 5 milioni che mancano e spero anche di più realizzassero che non è voltandosi dall’altra parte che una democrazia e la speranza nella felicità cresce. Perchè avere così tristi primati? Il primato della non felicità, dei limiti così sciocchi alla capacità umana di ricercare, perchè dobbiamo scegliere di abbandonarci alla non cura o sperare che il paese vicino la trovi così il vaticano lo facciamo contento e chi può -cattolici compresi- si vanno a fare inseminare o curare all’estero? Spero che tanti cattolici dicano sì 4 volte,e che 5 milioni e molti di più di italiani capiscano che il futuro di tutti e della libertà è loro specifica responsabilità. Anche al di là della politica. In democrazia il silenzio non paga e non serve.


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