Panem et circenses

Di Marco Paolemili

Secondo un recente sondaggio la popolarità e l’indice di gradimento dei Romani verso il proprio sindaco, Walter Veltroni, si aggirerebbero attorno all’70%. Percentuali così elevate destano qualche dubbio, ma sicuramente non fanno dormire sonni tranquilli all’opposizione capitolina che dovrà a breve scegliere un candidato che si opponga al Sindaco in carica. Sicuramente nella Casa delle Libertà non staranno facendo a gara per ricoprire questo ruolo di vittima sacrificale. Veltroni rappresenta un modello di politica vincente. E questo è il problema. In Campidoglio il Sindaco è riuscito a portare dalla sua parte i no-global dello squadrista rosso Nunzio D’Erme e contemporaneamente il mondo cattolico, Comunità di Sant’Egidio in testa. Veltroni si rivela morbido con le “spese proletarie” e con i molteplici episodi di violenza commessi dalla fazione No-Global, dichiara pubblicamente che sarebbe necessario elevare la quota dell’otto per mille alla Chiesa Cattolica portandola all’otto e venti, condanna i centri sociali di destra definendoli “una vergogna per la città di Roma” ma chiude tutti e due gli occhi su quelli degli “autonomi” di sinistra. Per dirla alla romana Veltroni ha fondato un grandissimo partito del “volemose bene” che farebbe invidia al vecchio pentapartito della prima repubblica. Che Walter ci sapesse fare con lo spettacolo non era in dubbio. Lo definiscono l’Americano (col k) probabilmente per la sua attitudine alla politica spettacolo. Quando fu ministro della cultura nel governo D’Alema le sue due mosse più importanti furono invitare Jovanotti e compagni al ministero e finanziare con circa due miliardi di lire il film “Toto che visse due volte” di Ciprì e Maresco, che incassò meno della metà di quella cifra al botteghino e ricevette il divieto assoluto di proiezione per i suoi contenuti blasfemi. Veltroni sindaco di Roma invece lo ricorderemo per gli innumerevoli concerti gratuiti al Circo Massimo e al Colosseo, la “Festa dei Vicini di Casa”, il “Giorno dei Giochi”, le sue marce per la pace, le iniziative benefiche a favore del terzo mondo con viaggi premio annessi per i liceali delle scuole bene di Roma. Tutte belle iniziative sicuramente, che fanno di Roma una città attenta alle problematiche che affliggono i paesi più poveri (salvo poi non pagare il gettone di presenza ai consiglieri comunali aggiunti extracomunitari, a detta dei diretti interessati). C’è però da chiedersi una cosa, anzi se lo devono chiedere i cittadini di Roma. Cosa ha fatto Veltroni per Roma? “Ha fatto tanto” risponde quell’80% di cittadini, “Sì, ma cosa?”. Se non contiamo quelli che rispondono “Tanti concerti” non otteniamo nessuna risposta concreta. Dobbiamo escludere anche la gestione dei funerali di Giovanni Paolo II. Il furbo Walter, nemmeno il Papa era stato sepolto, ha convocato una conferenza stampa attribuendosi tutti i meriti dell’organizzazione che invece è stata totalmente gestita dall’ottimo Guido Bertolaso, capo della Protezione civile che tutti, tranne i Romani a quanto pare, sanno dipendere dal Governo e non dal Sindaco di Roma. Fu Giovenale a coniare questo sistema, meccanismo di potere influentissimo sulle masse romane: "Panem et Circenses", letteralmente "pane e giochi". Era la formula del benessere popolare e quindi politico. Veltroni, da buon erede dell’antica Roma, ha saputo portare questo sistema a livelli incredibili. Purtroppo la politica italiana, e non solo, è basata in parte su questo sistema. Soprattutto a livello giovanile i voti vengono letteralmente comprati a suon di feste in discoteca con entrate omaggio. Il cittadino di Roma vede strade sempre più trafficate, mezzi pubblici sempre meno efficienti, buche sulle strade sempre più numerose, periferie sempre più degradate, ma continua ad amare il suo sindaco. Paradossalmente Veltroni è amato per delle decisioni che riguardano una minoranza di cittadini. Se guardiamo il sito web del Comune di Roma non troveremo nella home page descrizione di iniziative essenziali per la cittadinanza, ma annunci di eventi benefici, di feste o rapporti statistici che indicano quanto Roma sia efficiente. C’è anche la normale amministrazione, ma quella sta nelle colonne laterali scritta in piccolo. Sindaco Walter Veltroni, lei rappresenta quella politica che bisogna combattere, la politica dei lustrini, volta a coprire con una bella passata di vernice dorata la ruggine e il marcio che contraddistingue buona parte del sistema italiano. Certo i suoi concittadini dovrebbero imparare a guardare al di là di tante parole altisonanti ma povere di significato, ma lei abusa dei suoi poteri e utilizza le risorse di una città a fini personali, per mantenere il suo potere, per costruirsi un elettorato sempre più vasto. Dimentica invece che il suo è il lavoro di un amministratore, che investe denaro e lavoro dei cittadini per dar loro in cambio benessere e servizi.


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