ABN-AMRO, BBVA: Non passa lo straniero?

Di Camilla Heller

In questo momento il futuro dell’Italia è legato non tanto alle performance del nuovo governo, quanto al risultato della partita di “Risiko bancario”, come viene definita dai quotidiani, che vede schierate da una parte due importanti banche estere, e dall’altra il catenaccio degli Italiani, appoggiati più o meno apertamente dal governatore della banca d’Italia Antonio Fazio. Per poter capire che cosa sta succedendo e come il risultato influenzerà il futuro del paese e quello dei singoli cittadini è necessario, per prima cosa, definire lo scenario e descrivere i giocatori: il tabellone è rappresentato dal mercato bancario italiano; a decidere chi vincerà dovrebbe essere il mercato, ma è possibile che Consob e Banca d’Italia si pronuncino in modo tale da escludere alcuni risultati. In palio ci sono due banche italiane, Antonveneta e BNL, che potrebbero essere la porta d’ingresso per le banche straniere nel Bel Paese. Ecco i principali protagonisti della “partita” per Antonveneta: 1) ABN-AMRO, nota ai più come sponsor dell’Ajax , si presenta agli italiani da qualche tempo con una pagine a pagamento sui maggiori quotidiani. Nasce nel 1991 dalla fusione delle due più grandi banche commerciali olandesi: la Algemene Bank Nederland (ABN Bank) e la Amsterdam-Rotterdam Bank (Amro Bank); concentra i suoi interessi in Olanda, Brasile e nel Midwest degli Stati Uniti, nel 2002 ha rafforzato la propria presenza in Germania. La sua capitalizzazione, (valore globale dei vari titoli emessi), è di circa 33 miliardi di euro 2) BANCA ANTONVENETA, nasce nel 1996 dall’unione di due banche popolari padovane, la Banca Antoniana e la Banca Popolare Veneta. (capitalizzazione:7 miliardi di euro) 3) Banca Popolare di Lodi, BPL, fondata nel 1864 è la prima banca popolare italiana, viene quotata in borsa nel 1998 (capitalizzazione: 2,4 miliardi di euro, ha i peggiori fondamentali di mercato) L’ABN-AMRO ha lanciato una offerta pubblica di acquisto, OPA, su Antonveneta: gli olandesi offrono 25€ per ogni azione, la BPL ha rilanciato con una offerta si scambio, valutando 26€ un’azione di Antonveneta, a fronte di una valutazione di 23€ circa da parte degli operatori di mercato. L’OPA olandese era stata considerata favorevole dal board che fino a ieri guidava Antonveneta ma potrebbe essere ritenuta ostile dal nuovo consiglio targato BPL, eletto Sabato 30 durante l’assemblea. Confrontando la capitalizzazione delle due banche italiane appare chiaro che sarebbe più sensato se fosse Antonveneta ad acquistare BPL. Per quanto riguarda BNL invece gli attori principali sono: 4) Banco di Bilbao Vizcaya Argentaria BBVA, nasce nel 1999 dalla fusione fra il BBV e l’Argentaria, di qui il nome, è una delle migliori banche europee (Forbes 2001) e latino americane (idem) 5) Banca Nazionale del Lavoro BNL, nasce come Istituto Nazionale di Credito per la Cooperazione e nel 1929 prende il nome di BNL che conserva ancora adesso, doveva essere la “Banca di Stato”, viene privatizzata solo nel 1998 Purtroppo queste vicende di mercato vengono viste come un match che vede contrapporsi, su una ideale linea del Piave, i difensori dell’italianità e due stranieri. I politici di tutti gli schieramenti continuano per la maggior parte a parlare di questa “sfida” in termini calcistici, auspicando o un diplomatico 1-1, per non perdere la faccia in ambito internazionale, o un patriottico 2-0 per l’Italia. In una situazione come questa la nazionalità degli operatori non conta nulla: è necessario invece avere un sistema bancario dinamico e competitivo, basato su un approccio di mercato, che attribuisca il credito in base al merito, (bontà dei progetti per chi inizia una attività e credibilità dei piani di ripianamento nel caso di aziende in crisi), piuttosto che basato su un approccio “personale”, dove è il rapporto fra il banchiere (che assume un ruolo centrale) e il finanziando a guidare le scelte di investimento. In Italia non si sta decidendo solo l’assetto societario di due banche, ma si sta per decidere quale tipo di sistema guiderà il mercato del credito. Il sistema di mercato è stato ampiamente studiato e messo a confronto con quello basato sulla conoscenza personale: hanno entrambi evidenziato aspetti positivi e negativi, ma risultano palesemente confacenti a paesi in situazioni completamente diverse: paesi con solide economie di mercato integrate internazionalmente il sistema di mercato, e paesi dove le garanzie non sono date dalle leggi, ma dalla conoscenza diretta il secondo, basato sui rapporti personali. E’ chiaro che se l’Italia vuole meritare il posto che attualmente occupa fra le grandi economie mondiali è necessario che sia il mercato a guidare le acquisizioni, piuttosto che la nazionalità di chi lancia le offerte. In questa ottica l’attuale preoccupazione sul rapporto deficit/pil e l’eventuale violazione del patto di stabilità non è altro che un problema di breve periodo, che si ripercuoterà sul paese e sulle vite dei cittadini in misura minore, sia per entità che per durata, d’una eventuale chiusura nei confronti delle banche estere, (comunque targate UE), che fornirebbe al mercato un segnale di isolazionismo, fragilità e opacità, in un contesto di apertura e competizione internazionale.


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