Una lettera “Friendly”

Lettera di riflessione di Valeria Manieri

Cara Camilla Heller,ti rispondo sul sito per far comprendere lo "spirito" con il quale ho scritto il personale articolo sull’attimo fuggente. Probabilmente ho dato troppo per scontato che il mio umorismo fosse compreso benchè sottile. Fuggente è l’attimo in cui si capisce e si coprende qualcosa, sfuggente è la definizione che molti liberali e radicali hanno di essere friendly con gli americani e con tutto ciò che tange il raggio d’azione statunitense. Quando probabilmente "liquido" con la battuta "probabilmente sarò una delinquente se compro la Coca-Cola", parlando delle motivazioni propostemi dal Collettivo di Scienze Politiche di Roma Tre e confessando il mio poco interesse per l’argomento delle multinazionali americane, non è ‘altro appunto che una simpatica semplificazione provocatoria. Non ho asserito che la multinazionale americana è criminale,bensì è un affermare la non politicizzazione di un prodotto così largamente diffuso in commercio. Il mio non interesse -per lo meno al momento- a soffermarmi sui rapporti e le indagini contro la Coca-Cola (sempre fortemente ideologici,quindi non saprei neppure quanto imparziali o veritieri) è una affermazione del diritto di decidere di bere o non bere una cosa,indipendentemente da ciò che eventualmente c’è dietro. Il rispetto per i lavoratori è alla base del liberismo certamente e fai bene a ricordarlo. Legittimo può essere eventualmente colui che si reca in catene alberghiere arabe ad esempio che appartengono a tizi,sceicchi senza scrupoli,oppure chi va in vacaza a Cuba pensando erroneamente che sia il paese più figo del mondo. Il discorso che io ho fatto a quei ragazzi è ancora più ampiamente liberale. Provocatoriamente ho chiesto loro: "E se ne fossi a conoscenza magari e volessi bere ugualmente la Coca-Cola, mi lincereste per questo?" Una risposta in proposito non me l’hanno data, fatto sta che anni fa Marianna Mascioletti fu presa a bottigliate e si fece anche male perchè beveva coca-cola. A proposito di essere liberali. Approfondisco la mia indagine e amplio gli argomenti. Non credo tuttavia che essere eventualmente -non che io lo sia- contro la Coca -Cola sia un atto di un illiberale. Così come, scorrendo tra i comunicati di oggi su Radicali.it, non mi trovo per nulla d’accordo con la tesi di Capezzone a mio parere troppo filo americana sulla vicenda Calipari. Per essere buoni amici degli americani bisogna anche dir loro quand’è che compiono delle immani bestialità. Il fatto di agire in modo non trasparente o eventualmente aver pagato un riscatto, non giustifica che gli americani stiano davvero facendo del loro meglio per far perdere la pazienza anche ai santi. Ricordo inoltre quel pilota americano che anni fa (1993 se non erro.. a proposito che fine ha fatto? il simpatico Cap.Asbhy? ) al Cermis tranciò da bravo top gun una funivia, provocando la morte di 20 persone. Il vizietto gli americani ce lo hanno, e non è corretto da parte dei filoamericani come la sottoscritta dimenticare anche la non trasparenza, che purtroppo non è solo tutta europea o italiana. Ho parecchi parenti negli Usa, e la mancanza di informazione sulla guerra in Iraq preoccupa me e loro allo stesso modo. Dove c’è mancanza di informazione e di chiarezza c’è sempre strage di vite umane. E questo a mio parere è il miglior modo di essere liberali liberisti e libertari e amici degli americani. Spero mi perdonerai per aver spaziato su più argomenti, ma la tua lettera mi ha offerto la possibilità di trattare anche un fatto davvero importante come talvolta l’incondizionato ed esasperato dover dare ragione agli americani a tutti i costi. Tanto più che negli ultimi tempi comincio a dubitare perfino sulla loro professionalità e sulla loro intelligence, visti gli ultimi fatti relativi ai documenti segretissimi sui soldati coinvolti nella sparatoria a Calipari, sull’anonimato, la protezione e la privacy scomparsa su internet grazie ad un copia e incolla … Dovremmo cominciare ad aiutare i nostri amici chiedendoci quando e perchè le situazioni gli sono sfuggite di mano e magari suggerir loro o trovare insieme delle risposte.


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