Tra i due litiganti La Terza è fottuta

26-04-2005 di Valeria Manieri

Giro stamane per i corridoi della mia facoltà. Una enorme rassegna stampa troneggia all’ingresso,attaccata nella bacheca ove molte volte ho provato a far risaltare la scritta generazione L,e quella delle iniziative radicali,senza successo,poichè due secondi dopo venivano strappate. La rassegna stampa,un poco autocelebrativa annoverava tutti gli articoli dedicati agli scontri avvenuti giovedì 21 e venerdì 22 aprile. Un volantino mi avverte che gli studenti:"Rifiutano con forza questa semplificazione". Rifletto sul fatto che non ci sia bisogno che li "semplifichino"gli altri:ci riescono benissimo da soli. sul" con forza"invece condivido pienamente: non conoscono il gandhismo e la nonviolenza. E ancora:"Venerdì 22 aprile la facoltà di Scienze Politiche è per l’ennesima volta assurta agli onori della cronaca per la presenza di gruppi neofascisti contrastati e combattuti da "gruppetti di sinistra".Di nuovo su quasi tutti i giornali abbiamo letto di giovani con il pugno chiuso che cantavano "bella ciao"e di altri giovani che romanamente inneggiavano al Duce". Dopo ulteriori provocazioni-si parla dei giovani di azione universitaria,del Foro 753,si dice di ultras dello stadio- studenti-non meglio identificati,ma credo sinistrorsi-hanno allontanato dall’edificio i "fascisti". "Non siamo dunque davanti a due opposti estremisti che si fronteggiano,ma da una parte c’è chi è nostalgico di un regime,chi fa della violenza la sola arma di dialettica politica,dall’altra c’è chi difende la Costituzione,ricordando che l’Antifascismo è uno dei più importanti valori alla base della nostra democrazia.Essere antifascisti,praticare l’antifascismo non è prerogativa degli "studenti di sinistra",ma dovrebbe diventare un dovere civile e morale comune,ricordando che 60 anni fa la Resistenza,armata e non,al nazifascismo,poneva le basi per lo sviluppo democratico del nostro paese. LA LIBERAZIONE è UN ESERCIZIO QUOTIDIANO" Questo quanto da me letto stamane,firmato dal Collettivo Scienze Politiche. Giovedì andrò a discutere con loro,con una immagine di Gandhi. Vorrei che si rendessero conto che essere antifascisti non significa praticare "sfascismi" di altro tipo. La situazione a Roma tre e a scienze politiche è ormai insostenibile. Studenti che picchiano altri studenti… un camerato dà un cazzotto ad uno di sinistra perchè gli strappa il volantino… breve tafferuglio… dopo e ancora oggi "fuori fascisti dalla facoltà". Mi chiedo: quali?Come si esce da questa spirale di violenza che se qualcuno inizia,altri di certo non contribuiscono a placare? Sono contro ogni tipo di fondamentalismo e per la libertà diespressione… giovedì esporrò in facoltà con un cartellone: "tra i due litiganti La Terza è fottuta". I terzi sono esclusi, chi non si mischia al pastone non ha chance di partecipazione, la vera forma di democrazia, elementare, fondamentale. La terza università è ormai un teatrino e io, come studentessa, come nonviolenta, come radicale, sono stufa, lo sono da tempo. Dovrei essere abituata, ma non riesco più a sopportare che il tempio del sapere si tramuti in un ring da combattimento. Dove la discussione deve essere prerogativa di una sinistra che semplifica anche il "mio" messaggio, dicendo che devo "liberarmi" da"altri" che altro non sono che la proiezione di loro stessi. Agirò nell’unico modo in cui posso veramente far sentire la mia voce, con un gesto amichevole e nonviolento. Contro ogni tipo di sfascismo.


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