Lex mercatoria

Di Gianni Buganza

La collana “Continente Desaparecido” della Sperling ha avuto il grande merito di far conoscere e editare volumi (e discussioni) come quelli di Edoardo Galeano, Leonardo Boff, Maximo Cajal, Italo Moretti, Alberto Granado, Zelia Lattaio, Rigoberta Menchù. Un branco cioè di “illusi, vaneggianti e velleitari sognatori” di un continente scomparso di “scomparsi”, di torture, di genocidi, e di rivoluzioni senza passato né futuro. Petrella, che ha l’ossessione dell’acqua, ma che insegna in Belgio, scrive un libro più serio ed interessante del suo titolo, sulla “razionalità della finanza e la potenza della tecnologia”. Un libro fieramente oppositorio, ma anche assai poco laico, sull’umanità (ed io quando sento parlare di umano penso sempre ad “Umano troppo umano”) che si oppone a ciò che ci è sovrano, la lex mercatoria. Un libro che parla di economia etica innanzi a ciò che non si pone lontanamente il dilemma di ciò che sia etico o meno, e che a tale termine è per definizione estraneo. Ove la cibernetica (da cyber: pilotare, governare) è la “scienza” della politica e del governo; ove chi ruba il sogno non si importa né del furto né del sogno; ove, come mi diceva un caro amico (F. Andreella), “el dirigente autentico non tiene estilo proprio, tiene el estilo decidido por el marketing. No tiene pensamiento. Es un ripetitor…”. Un libro, cioè, contro la legge della forza. E che vorrebbe convicermi del fatto che se mi metto in gara su pista con Schumacher, posso vincere e convincere. Un libro dunque meravigliosamente evangelico, che le cose le dice tutte e giuste. Un libro che meriterebbe di essere blockblocchizzato, dunque demonizzato, in quanto si oppone duramente al vincente che mi domina e alla sua lex. Ma ben altri sogni ci han rubato i dominanti che il concetto di fraternità – che mai ci ha appartenuto. E il gruppo di Lisbona, da lui fondato, dovrebbe interrogarsi ancora di più di quanto fa su quello che Petrella chiama l’high-tech in rapporto alle ossessioni di chi gestisce la violenza dell’Apparato e la impone agli altri chiamandola sicurezza. Così che lo ringraziamo anche, l’Apparato, per tutto lo sterco che ci impone e che ci fa mangiare. E ad esso non possiamo sottrarci. Giacché ci viene sottratta l’idea stessa di alternativa, e non solo l’alternativa stessa. Dove ci distruggono non solo il cibo e l’acqua, ma ci globalizzano le menti e le filosofie che potrebbero partorire quelle menti. In un’era ove non vigeva la lex mercatoria un centro responsabile si poteva scovare e litigarci, ma ora, che centro non c’è, burattinaio unico non c’è, tiriamo rabbiosi fili sopra di noi delle ombre, delle nebbie, delle non- regole di questo common law mondiale delle Corporations? E, noi, senza una lira e senza la sua tecnologia? Compralo su bol.com!


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