Il dovere civico di andare a votare

"Con questo non intendo di certo obbligare nessuno ad esprimere il proprio voto ma incoraggiare tutti a prendersi quelle che sono le proprie responsabilità nei confronti della società di cui costituiamo l’asse più attivo e importante. "

di Federica Onori

In questo periodo mi è capitato di ascoltare con grande dispiacere alcuni ragazzi parlare della recente chiamata alle urne come di un appuntamento trascurabile: alcuni per disinteresse, altri perché privi di motivazione, altri ancora perché disposti ad accettare, senza alcun minimo coinvolgimento, l’esito del voto. Ma perché lasciare ad altri una così importante decisione? Sicuramente non per fiducia. La risposta più deludente che ho ricevuto è stata semplice quanto, a mio avviso, inaccettabile: " non sono problemi che mi riguardano". Non si tratta di egoismo. Credo invece che esista una ingenua inconsapevolezza di ciò che significhi concretamente vivere all’interno di una comunità, prendere parte alla sua formazione, contribuire al suo miglioramento insieme a una percezione delle lontananza delle istituzioni dalla gente comune.
Con questo non intendo di certo obbligare nessuno ad esprimere il proprio voto ma incoraggiare tutti a prendersi quelle che sono le proprie responsabilità nei confronti della società di cui costituiamo l’asse più attivo e importante. Tanto più che l’art.48 della nostra Costituzione definisce l’esercizio di voto "dovere civico" che riguarda i cittadini in quanto appartenenti a uno stato, come uno strumento che consente la partecipazione diretta alla vita dell’intera collettività i cui interessi finiscono per coincidere con i nostri. Quale motivazione migliore dunque?
Mi rivolgo non solo ai cittadini, ma anche e soprattutto a chi sta cercando da tempo di convincerci a disertare le urne in vista del prossimo referendum. Per fare un esempio, l’ultimo appello del cardinale Ruini a "Famiglia Cristiana" recita così: "Il non voto ci sembra una scelta essenziale per raggiungere seriamente un risultato". Con tutto il rispetto del pensiero altrui non credo sia coerente né tanto meno opportuno, considerando anche la non troppo remota conquista del diritto di voto, insistere ostinatamente su questa linea.


Comments are closed.