L’Olanda dei cattolici dissidenti ed il Papa conservatore

"…ecco perché non ci sono tulipani sull’ altare di San Pietro."

Di Nicola Dell’Arciprete

La repressione dei “cattolici dissidenti”, il fallimento del viaggio in Olanda, le critiche al papato di Giovanni Paolo II nella terra dei matrimoni gay e della legge sull’eutanasia: ecco perche’ non ci sono tulipani sull’altare di San Pietro.
L’immagine di Papa Giovanni Paolo II veicolata dai grandi media internazionali non sempre corrisponde al santino apologetico prodotto in dosi industriali dalla Rai e dalla stampa italiana su vita ed opere del grande Pontefice. Celibato dei sacerdoti e sacerdozio femminile, posizioni sulla sessualita’ e sull’omosessualita’, silenzi ed omerta’ del Vaticano sui “preti pedofili”, blocco della spinta rifomatrice del Concilio Vaticano Secondo: sono questi i temi scottanti che attirano l’attenzione della stampa estera, dopo la commozione del primo minuto. In particolare in Olanda dove pochi sono i cattolici ad aver vissuto serenamente i 27 anni di Papato di Giovanni Paolo II.
Prima dell’arrivo di Karol Wojtyla la chiesa olandese era largamente considerata come il centro e l’avanguardia delle spinte riformatrici interne al cattolicesimo e le relazioni tra Vaticano e Chiesa olandese erano gia’ pessime quando il Papa polacco sali’ sul soglio di Pietro.
All’indomani del Concilio, il Vaticano si mostro’ particolarmente sensibile alla accuse lanciate dal priore dei frati agostiniani di Eindhoven padre Robert Adolfs, che accusava l’establishment vaticano di trasformare la Chiesa in un struttura destinata a perseguire “ruoli funzionali ad un ordine sociale sostanzialmente legato ad una ideologia non-cristiana” ed invitava Paolo VI a lasciare i palazzi vaticani ed a vivere sull’altra sponda del Tevere.
Ma la vera sfida riformatrice al Vaticano fu lanciata alcuni anni dopo dal Cardinale Arcivescovo Alfrink, che insieme a 150 esperti pubblico’ un nuovo catechismo portatore di grandi aperture su temi scottanti come omosessualità, aborto, pratiche anticoncezionali, sacerdozio delle donne, il celibato dei preti, divorzio e rapporti con la dottrina calvinista ed il marxismo. Ovviamente gia’ sotto Paolo VI il cardinale Alfrink venne dimissionato, ma non bastò la testa del cardinale progressita per calmare gli animi di una Chiesa olandese incapace di restare forza viva, se stretta tra le posizioni reazionarie del Vaticano ed una societa’ olandese che cambiava radicalmente.
Giovanni Paolo II nel 1980 chiamò a Roma i vescovi olandesi per un Sinodo nel quale ricordare a tutti che quella del Vaticano era e restava l’unica ed incontestabile retta via. Wojtyla impose a nuovo primate d’Olanda il cardinale Simonis, già Vescovo di Rotterdam, noto per le sue posizioni fortemente reazionarie ed al suo fianco pose il cardinal Gijsen. Due cardinali con una sola missione: restaurare l’ortodossia romana ormai palesemente smarrita.
Date le premesse il viaggio di Giovanni Paolo II in Olanda del 1985 non poteva che trasformarsi in una totale debacle. A Den Bosch le strade rimasero deserte, a Utrecht dovette intervenire la polizia per tenere a bada i manifestanti E – al di la’ delle contestazioni da sinistra – fu preoccupante l’incontro con la comunita’ dei cattolici dei Paesi Bassi che chiedeva piena accoglienza nella Chiesa per conviventi, divorziati, omosessuali, preti sposati e donne.
E le cose non vanno certo meglio nei rapporti tra gerarchie vaticane e potere politico olandese, in un paese che ha gia’ approvato leggi sull’eutanasia, sulla legalizzazione della prostituzione e sul matrimonio tra persone dello stesso sesso.
Ventisette anni di Giovanni Paolo II e di stretta conservatrice sui temi della sessualita’ e della morale hanno drasticamente ridotto l’importanza e ed il peso della Chiesa cattolica nella societa’ olandese. Oggi non sono pochi i cattolici olandesi che piangono il pontefice defunto. Ma saranno in pochi a rendergli omaggio a San Pietro. In Olanda tutti vogliono celebrare il funerale del diktat Vaticano e sperano di poter tornare a parlare liberamente dentro la Chiesa del loro modo tutto olandese di vivere la fede.


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