Coca-Cola e Mc Donald’s: cattivi ma ecologisti?

Di Marco Paolemili

Lungi da Generazione L correre in difesa di un colosso multinazionale come la Coca-Cola (che sa difendersi da sola), ma è bene sotttolineare come, a volte, sarebbe necessaria un po’ di obbiettività anche per gli studenti ecologisti no-global che hanno animato in questi giorni la grigia vita dell’università romana. Le grandi multinazionali (Mc Donald’s e Coca-Cola sempre in testa) sono stati sempre accusati da quel tipo di sinistra non solo di violare i diritti umani e del lavoro, ma anche di star uccidendo il nostro pianeta a causa delle emissioni inquinanti. Grande imbarazzo avrebbero provato allora quei ragazzi, se avessero letto questa notizia (non troppo recente) che afferma (e la fonte sono gli amici di Greenpeace) che proprio i loro due più grandi nemici sono stati i primi a eliminare gli HFC (idrofluorocarburi) dai loro impianti di refrigerazione! Da inquinamento.com GREENPEACE: GOVERNI E AZIENDE SEGUANO ESEMPIO COCA-COLA, MCDONALD’S E UNILEVER CHE ELIMINANO I GAS CHE DANNEGGIANO IL CLIMA Roma, 22 giugno 2004 Tre giganti dell’industria alimentare, Coca-Cola, McDonald’s e Unilever, hanno promesso oggi di eliminare gli HFC (idrofluorocarburi) dai loro impianti di refrigerazione, 11 anni dopo che Greenpeace aveva mostrato che esiste un’alternativa meno dannosa per il clima. Anche l’ Unep (Programma ambientale delle Nazioni Unite) sostiene, insieme a Greenpeace, l’iniziativa presentata oggi da queste tre aziende in una conferenza stampa a Bruxelles. Gli HFC contribuiscono molto più della CO2 al riscaldamento globale e furono introdotti dall’industria chimica 15 anni fa quando altri gas responsabili del buco dell’ozono, i CFC, iniziarono ad essere regolati e poi banditi dal Protocollo di Montreal. Greenpeace aveva rinnovato la richiesta a queste 3 aziende di eliminare gli HFC in occasione delle Olimpiadi di Sydney del 2000: dopo un mese di forti pressioni dell’associazione ambientalista che aveva coinvolto i consumatori in numerose cyberazioni, la Coca-Cola promise di eliminare questi gas per le Olimpiadi di Atene. Nel 1993, Greenpeace aveva mostrato che gli HFC non erano necessari per la refrigerazione, sviluppando con l’azienda tedesca FORON, il “Greenfreeze”, il primo frigo al mondo senza CFC e HFC. Il Greenfreeze rivoluzionò la tecnologia e divenne uno standard per i frigoriferi domestici in tutto il mondo, ad eccezione degli Stati Uniti, con 120 milioni di modelli venduti ad oggi. “Greenpeace accoglie con soddisfazione la scelta di Unilever, Coca-Cola and McDonald’s. Ora tocca anche alle altre aziende seguire l’esempio, Nestlè, Pepsi and Burger King per fare tre nomi. Ma non basta, anche i governi devono muoversi e non aspettare che siano le industrie a farlo” commenta Gerd Leipold, direttore generale di Greenpeace International. L’annuncio di oggi, d’altronde, non è solo una promessa vuota: dal 2005, Unilever Ice-Cream comprerà solo frigo per gelati senza HFC. Già 14.000 unità sono state rimpiazzate. Coca-Cola convertirà milioni di rivenditori di bibite in tutto il mondo a non HFC e McDonald’s compirà analoghe sostituzioni in 30.000 ristoranti, convertendo i suoi 11 modelli di refrigerazione, inclusi condizionatori e celle frigorifere. Per arrivare a questo passo, gli HFC sono stati sostituiti con idrocarburi naturali, come la CO2. "L’impegno di queste tre aziende non sarà sufficiente a prevenire il cambiamento climatico. Ancora nel 2050 gli HFC contribuiranno al riscaldamento globale come tutte le automobili del mondo” sottolinea Leipold. Greenpeace chiede che i governi bandiscano immeditamente gli HFC o laddove non esistano immediati sostituti, vengano individuate delle date precise per il bando, comunque non oltre il 2009. I governi dovrebbero anche tassare gli HFC prima del bando, calcolando l’impatto ambientale di queste sostanze. Si creerebbe un Fondo di compensazione, grazie ai produttori di HFC, per risarcire i danni ambientali e sanitari creati da queste sostanze. Le parti contraenti del Protocollo di Montreal, secondo Greenpeace, non dovrebbero più finanziare progetti con HFC attraverso il Fondo multilaterale e accelerare il bando di queste sostanze. L’Unione Europea, infine, dovrebbe introdurre il bando immediato degli HFC in tutte le applicazioni nella sua nuova normativa sui gas fluorinati.


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