Soffia un nuovo, penoso, Vento liberale

Di A.Marchetti da Liberalcafe.it

La mente umana fa l’abitudine a qualsiasi aberrazione; questo ci insegna il poeta e, ci confermano le tante e tante brutture quotidiane della politica italiana. Tuttavia il liberale attento e cosciente, non riesce e non può non risentirsi a una notizia che davvero speravamo di non leggere: Flavia Vento è stata candidata alle prossime elezioni regionali nelle liste del PLI di Stefano de Luca e Renato Altissimo. La scelta si commenta da sé. Aldilà della circostanza già di per se avvilente, che vede da tempo personaggi come la Vento al centro di interessi politico-elettorali, quel che a noi, della redazione di Liberalcafe, è sembrato scandaloso più di ogni altro è il tentativo voluto (o comunque non ostacolato), di accostare la cultura (ideologica, politica, economica) dei liberali italiani al peggior sottoprodotto che establishment politico potesse partorire. Aiuterà una premessa. La scelta che la vecchia classe dirigente liberale fece nei mesi scorsi, ovvero di appoggiare con il risorto PLI gli uomini della Casa delle Libertà, non fu presa molto seriamente dalla nostra redazione. Sostanzialmente per tre motivi. In primis la presunta fine della diaspora liberale, annunciata dai promotori a margine del fatidico Congresso Nazionale, non coincise con una apertura chiara al dibattito, critico e cosciente sul futuro della casa dei liberali italiani; inoltre chi annunciò l’avvenuta ricostituzione del Partito liberale, allora, o fece lo snob o volle andare al risparmio, poiché si dimenticò di una realtà giovanile attiva e presente, cresciuta a pane e liberalismo. In ultimo non ci convinse, fin dall’inizio, il messaggio che uscì dal Congresso nazionale: l’avventura che più che un ritorno a casa sembrò essere una rimpatriata fra galeotti. Il rinato PLI infatti, comprende oggi più d’uno dei personaggi che nel ‘92 contribuirono a far affondare la barca; allora sopravviveva un partito, da anni privo di un progetto politico in sintonia coi tempi, ma, cosa ancor più grave, ridotto da pochi carnefici in un gioioso comitato d’affari. Gli stessi che oggi hanno deciso, nel modo più saggio e serio, di rilanciare la presenza liberale in Italia. In che modo lo abbiamo già ricordato. Mi piace ripetere quanto il fenomeno Vento in sé non faccia più notizia, almeno non più; se non altro perché ci si abitua a vedere ben altri “mostri” fra le stanze del potere. Non sappiamo che suggerimento abbiano seguito, ma è chiaro che al Pli si sta crescendo una nuova generazione di liberali; gettandosi alle spalle il passato, chi come noi si dice liberale rischia di troversi a citare Croce e Einaudi assieme a Flavia Vento o magari, chissà, alle veline. Insomma complimenti ad Altissimo e complimenti a De Luca; se l’elettorato (esiguo, auspico) apprezzerà anche quest’ultima scelta di campo, tutti noi ci sentiremo sempre meno “liberali” e sempre più, ahimé, stranieri.


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