Donne, specie protetta

di Luigi Pavone

luigi.pavone@libero.it La leader delle donne di An, l’on. Daniela Santanchè, e l’on. Ignazio La Russa presentano al parlamento italiano una proposta di legge che è sintomo di un degrado della politica italiana inammissibile. C’è da stroppiciarsi gli occhi di fronte ad una proposta di legge volta a tutelare le donne come specie politica protetta. Dalla Stampa italiana nessuna forma di indignazione, specie dalle donne, che da questo atteggiamento incivile e violento traggono benefici soltanto apparenti. La proposta di legge prevede un rimborso elettorale che premia i partiti che eleggono più donne, con la riduzione dei finanziamenti per i partiti che eleggono una percentuale di donne inferiore al 20%, premi invece per i partiti che superano il 33% di presenza femminile. Qualcuno teme anche che si tratti delle solite promesse a cui non seguiranno i fatti. Io sarei più «ottimista». Ho un senso di imbarazzo e di scoramento nel sottolineare che si tratta di una proposta incostituzionale, in palese contraddizione con l’art. 3 della Costituzione italiana, che dichiara che «tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso etc.». Per le stesse ragioni, incostituzionale è anche la semplice quota partecipativa nelle liste elettorali sancita dagli statuti dei partiti.


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