Onu, l’Italia candida Emma Bonino

Rassegna stampa da Radicali.it Onu, l’Italia candida Emma Bonino Si apre la corsa per la guida dell’Alto commissariato per i rifugiati dopo le dimissioni di Lubbers. • da Corriere della Sera del 5 marzo 2005, pag. 16 di Roberto Zuccolini

Roma – Dopo le dimissioni dell’olandese Ruud Lubbers, accusato di essere coinvolto in una vicenda di molestie sessuali, all’Onu si è aperta la corsa per il suo successore alla carica di Alto commissario peri rifugiati. E la Farnesina ha scelto il nome su cui puntare: Emma Bonino. L’esponente radicale ha incassato il sostegno del ministro degli Esteri Gianfranco Fini, che ha già dato l’incarico all’ambasciatore presso le Nazioni Unite, Marcello Spatafora, di presentare la candidatura prima del 9 marzo, termine ultimo per aspirare all’ambita poltrona. Rappresenterebbe infatti, secondo la Farnesina, la «migliore espressione» possibile per affrontare temi delicati come quelli che riguardano la difesa dei diritti dei rifugiati. Questa volta l’Italia spera di riuscire a far sentire la sua voce, confortata anche dal fatto che attualmente è tra i Paesi maggiori contribuenti di questo settore delle Nazioni Unite. Ma non sarà facile. Perché i rivali sono tanti ed alcuni particolarmente ben piazzati come il candidato dei francesi Bernard Kouchner, ex ministro della Sanità e, soprattutto, ex commissario in Kosovo. Non è la prima volta che il governo italiano propone l’esponente radicale per l’alta carica dell’Onu. Nel 2000 però l’esecutivo, allora guidato dal centrosinistra, non riuscì a convincere Kofi Annan, che preferì su tutti (anche su Kouchner) l’ex premier olandese Ruud Lubbers. In quella circostanza i candidati italiani erano però due. Prima ancora della Bonino il governo aveva sponsorizzato il diessino Gian Giacomo Migone, altra personalità conosciuta per il suo impegno sullo scenario internazionale. Il ministro degli Esteri Lamberto Dini comunicò che la posizione ufficiali italiana era quella di sostenere entrambi i candidati. Ma nessuno dei due riuscì a spuntarla. Anche in questi giorni, dopo l’annuncio delle dimissioni di Lubbers, si era già aperta la gara interna per individuare il candidato con più possibilità di centrare l’obiettivo. E oltre alla Bonino era spuntato il nome del direttore della Protezione civile Guido Bertolaso. Quest’ultimo avrebbe il sostegno del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, ma non della Farnesina. Il ministro degli Esteri nei mesi scorsi ha avuto infatti non pochi momenti di frizione con Bertolaso per la gestione dei fondi raccolti a favore delle vittime dello tsunami. La candidatura di Emma Bonino, che in passato ha rivestito la carica di Alto commissario per gli aiuti umanitari dell’Unione europea, dovrebbe essere ufficializzata nei prossimi giorni, una volta che la lettera dell’ambasciatore Spatafora sarà arrivata sulla scrivania di Kofi Annan. Ma ormai la partita interna sembra essersi chiusa sull’esponente radicale, reduce in questi giorni da un’estenuante battaglia, condotta insieme a Marco Pannella, sulle alleanze in vista delle regionali. E che ha portato ad un nulla di fatto sia con la maggioranza che con l’opposizione. Lubbers è stato costretto a dimettersi dopo mesi di violente polemiche per l’accusa di molestie sessuali nei confronti di alcune componenti del suo staff. Ma la vicenda ha coinvolto anche Kofi Annan, colpito da un inedito voto di sfiducia per non avere risposto con la necessaria fermezza alla condotta dell’Alto commissario. E proprio in seguito a queste critiche, il segretario generale ha scelto la strada della trasparenza per scegliere il successore di Lubbers, coinvolgendo tutti i 191 paesi che fanno parte del Palazzo di Vetro.


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