Calipari

Di Valeria Manieri

Davvero sono senza parole. Per l’eroismo di un uomo che ha scelto di morire per salvare un ostaggio, Giuliana Sgrena, finalmente liberato. Un ostaggio che si è lasciata strumentalizzare e non ha fatto nulla per impedirlo. Coerentemente con la linea pacifista da lei sostenuta. Mi spiace affermare questo, ma non posso dire di aver ammirato le parole, le suppliche di quella donna durante il sequestro. Ho sperato nella sua liberazione però perchè potessi sentire di nuovo quello che aveva da dire, ancora, per la sua famiglia, per poter leggere di nuovo quel che non condividevo e non condivido anche oggi. Quell’uomo invece non doveva finire ammazzato, con una moglie e due figli. Aveva concluso la sua missione. Giuliana era salva. Era andata in Iraq per mestiere, per il lavoro che ama. Forse si illudeva che lei "amica della pace" non l’avrebbero toccata. Invece così non è andata. L’hanno liberata per le manifestazioni pacifiste, i terroristi? Non credo. Soldi, solo soldi. Davanti ai soldi gli amici del popolo iracheno si inchinano, dietro ai ricatti spiccioli ricondotti a pseudo richieste politiche ci sono solo soldi. E vigliaccheria, strumentalizzazione per cercare di spillare ancora qualcosa in più. Fortuna c’è l’eroismo di Calipari. Ma i più si limiteranno a parlare della pallottola americana. E dimenticheremo in fretta. Povero Iraq, povera pace, costruita da miseri uomini che non si inchinano davanti all’eroico istinto di chi è morto per sbaglio, ma che trascinerà dietro sè infiniti echi di polemiche antiamericane, e non la pura e semplice ammirazione per chi ha salvato Giuliana in primis dai professionisti del terrore, che certo non sono gli americani. Che la sua morte non sia stata vana, come troppo spesso accade. Da Ansa.it ROMA – E’ di omicidio il reato ipotizzato dai pm del pool antiterrorismo della Procura di Roma, Franco Ionta e Pietro Saviotti, che ieri hanno aperto il fascicolo dopo la morte di Nicola Calipari, il funzionario del Sismi ucciso dopo la liberazione di Giuliana Sgrena dal fuoco dei marines Usa. I due pm invieranno, tramite il ministero di Grazia e Giustizia, una rogatoria agli Usa, in particolare una richiesta al Dipartimento di Giustizia americano per verificare la possibilita’ di procedere nei confronti dei marines protagonisti della sparatoria. La salma dell’ agente del Sismi Nicola Calipari, ucciso ieri in Iraq nelle fasi successive alla liberazione di Giuliana Sgrena, sta per essere trasferita in Italia. Tra breve e’ previsto il decollo di un aereo diretto a Roma con a bordo il feretro di Calipari. Secondo quanto si e’ appreso da fonti informate, l’ aereo dovrebbe atterrare a Ciampino nel pomeriggio. BERLUSCONI: CALIPARI PROTAGONISTA DI ALTRE LIBERAZIONI ”Sull’operazione e’ calato un lutto, che ha riguardato un nostro concittadino, Nicola Calipari, che era stato anche protagonista delle precedenti trattative con il mondo del terrorismo iracheno e che aveva portato alla liberazione degli altri precedenti ostaggi”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, sottolineando che l’agente dei servizi ucciso a Baghdad era sposato, aveva due figli e la moglie lavorava proprio a Palazzo Chigi. ‘Mentre la macchina su cui c’erano i tre funzionari nostri e la signora era ormai prossima all’aeroporto – ha detto Berlusconi ripercorrendo le tappe dello scontro con gli americani – e mentre uno dei funzionari era al telefono con il capostruttura per i preparativi per la partenza, l’auto si e’ trovata in un check point americano e si e’ dato il via ad una sparatoria. Alcuni colpi hanno colpito la macchina, il dirigente generale della Polizia di Stato Nicola Calipari ha coperto col proprio corpo la signora Sgrena ma e’ stato raggiunto da una pallottola purtroppo mortale”. ”Una scheggia – ha aggiunto il premier – ha colpito alla spalla sinistra la signora Sgrena e ha ferito anche gli altri due nostri funzionari. Siamo stati impietriti raggiunti al telefono proprio da questi funzionari che ci hanno raccontato l’accaduto”. CALIPARI E’ MORTO PER PROTEGGERLA ”Alla gioia per la liberazione di Giuliana Sgrena si accompagna purtroppo il grande dolore per la perdita del dottor Nicola Calipari, valorosissimo funzionario della Polizia di Stato, che ha sacrificato la propria vita per liberare e proteggere la nostra connazionale”: e’ quanto dice il Ministro dell’ Interno, Giuseppe Pisanu. ”Alla famiglia Calipari, alla Polizia di Stato ed al Sismi – aggiunge Pisanu – va la mia affettuosa ed operante solidarieta’, mentre rivolgo l’augurio piu’ fervido di pronta guarigione al coraggioso ufficiale dei carabinieri rimasto ferito nel corso della stessa operazione”. ”Sono certo – conclude il Ministro dell’ Interno – che tutti gli italiani sapranno onorare questo ulteriore contributo di dolore e di sangue dato alla nostra sicurezza dalle forze dell’ordine e dai servizi di informazione”. CALIPARI AVEVA SEGUITO ANCHE IL CASO DELLE DUE SIMONE Nicola Calipari, in qualita’ di capo reparto delle operazioni all’ estero del Sismi, si era occupato anche del sequestro delle due Simone e aveva avuto un ruolo di primo piano nell’ attivita’ che porto’ alla loro liberazione. Il suo nome fu pubblicato da un giornale del Kuwait che riferi’ di una sua missione in un paese arabo per avere colloqui con autorita’ alle quali si sarebbe presentato con un nome diverso. La pubblicazione della sua vera identita’ – ripresa anche da alcuni giornali italiani – suscito’ polemiche e molte preoccupazioni legate alla sua sicurezza personale. Nicola Calipari, per l’ incarico che ricopriva, era in Iraq dall’ inizio della missione del contingente Italiano. Coordinava il lavoro del personale e dei funzionari che di norma seguono i contingenti in teatri di operazioni militari fornendo supporto informativo. Per questo suo ruolo, aveva anche seguito le indagini sull’ attentato che avrebbe dovuto colpire l’ ambasciata italiana a Beirut, indagini che si conclusero con l’ arresto degli uomini del commando da parte delle forze di polizia libanesi.


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