Usa, Europa e Italia insieme per la libertà di ricerca scientifica

La ricerca scientifica non è cosa di pochi stati, non è una questione per pochi intimi, laboratori in diverse parti del mondo, contemporaneamente, lavorano allo stesso progetto, scambiandosi dati e collaborando. Fermare la ricerca scientifica in un paese significa rallentare l’intero progresso della scienza, e gli Americani questo sembrano averlo capito molto meglio degli Italiani. E, negli Usa come in Italia, quando si parla di ricerca sulle cellule staminali embrionali, il dibattito si anima. Jay Augustine, vice presidente degli Young Democrats of America, arriva in ritardo alla conferenza stampa allestita al Partito Radicale sul tema “Libertà di Ricerca Scientifica: America, Europa e Italia a confronto sui temi del referendum e le ragioni del Sì”, anche lui è rimasto bloccato dalla manifestazione in favore di Giuliana Sgrena (sulla quale però non desidera esprimere alcun commento). Le radici cristiane degli Stati Uniti non si mettono in discussione e il dibattito sulle cellule staminali embrionali si dipana tra quelli che Augustine definisce Cristiani “Progressisti” e Cristiani “Creazionisti, Evangelici” (che più tardi definirà oscurantisti), lui è tra i primi come anche John Kerry, tra quelli che credono che tra Chiesa e Stato debba esserci una netta distinzione. Per il giovane democratico è tutta una questione di moralità. Cosa sono le cellule embrionali? Vita, esseri umani oppure no? In America come da noi chi sostiene la prima ipotesi equipara utilizzare queste cellule ad un aborto. Questa moralità, prosegue Augustine, si scontra quindi con l’individualità. Meglio ottenere una cura per malattie oggi mortali e salvare la propria vita, o mettere avanti a tutto la salvaguardia del concepimento, di una vita potenziale? Non sono parole che suonano nuove nel salone dei Radicali, primi e forse unici animatori in Italia di questo dibattito. E anche negli Stati Uniti gli schieramenti politici non sono così compatti sul tema. Tanti repubblicani la pensano come il democratico, che porta l’esempio della California di Arnold Schwarznegger, che investe milioni di dollari nella ricerca sulle cellule staminali e che ospita più di 400 aziende biotecnologiche e cita anche il fratello di George Bush, governatore della Florida, che ha una visione totalmente opposta a quella del presidente (e per questo, per il bene del fratello dice Augustine, ha evitato di trattare il tema ricerca scientifica nei suoi interventi a favore dei repubblicani per le presidenziali). Ma ci sono stati come il Texas, terra del presidente, che si oppongono alla nuova frontiera della scienza medica. Augustine si sofferma ancora su Gorge Bush, spezzando una lancia a suo favore e indirettamente dando una frecciata a quegli Italiani che vedono nel presidente Usa un difensore della nostra legge sulla fecondazione assistita. Quello di Bush non è un divieto alla ricerca sulle staminali, ma la negazione di finanziamenti pubblici a questa ricerca, che può continuare a vivere liberamente con fondi privati. Interviene Marco Cappato, segretario dell’associazione Luca Coscioni, che ricorda il voto favorevole della commissione ONU che non fa distinzioni tra clonazione terapeutica e riproduttiva, mettendole così sullo stesso scomodo piano. Ricorda come i Radicali e l’associazione Coscioni si siano impegnati e come abbiamo raccolto le firme di 78 premi Nobel per scongiurare l’approvazione di questo documento. Cappato sottolinea la necessità di combattere insieme, Italia, Europa e Stati Uniti affinché l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite non approvi il documento, trovando l’approvazione di Jay Augustine che ricorda come questa per la libertà di ricerca scientifica sia una battaglia transatlantica, sia un lavoro da fare insieme perché “Un mondo più piccolo è un mondo migliore”. Più pungente è l’intervento di Graham Watson, Presidente del Gruppo ALDE al Parlamento Europeo, letto da Pietro Paganini del LYMEC. Watson ricorda il dibattito sulla questione del finanziamento della ricerca con cellule staminali in Parlamento e di come la decisione sia stata quella di applicare il principio di sussidiarietà, permettendo cioè il finanziamento negli Stati la cui legge permette la ricerca. Riprende le parole di Marco Cappato, sottolineando l’impegno della maggioranza degli Stati europei nello sventare la proposta di Convenzione internazionale dell’ONU per la messa al bando della ricerca con le staminali. “Il compito di uno Stato che si vuole liberale e non etico, è quello di regolamentare i fenomeni sociali in modo da lasciare il più ampio margine di libertà agli individui per compiere le scelte più consone alla loro concezione della vita, senza imporre una morale di Stato”, sono le parole del Presidente dell’ALDE che continua poi accusando il governo Berlusconi di aver promosso una legge che “impone una morale di Stato ispirata alle concezioni cattoliche, frutto di una promessa di Berlusconi fatta ai vescovi”, una legge, secondo Watson e non solo, “conservatrice, proibizionista, contraria ai diritti ed alle libertà delle donne, discriminatoria, tra le più restrittive in Europa e nel mondo”. Chissà come l’avranno presa gli eurodeputati ALDE della Margherita quando Graham Watson dichiara, alla fine dell’intervento, il pieno sostegno al referendum promosso da Luca Concioni e si augura “che gli Italiani vogliano ripetere l’esperienza vissuta con aborto e divorzio, ed assicurare all’Italia, una nuova stagione di avanzamento delle libertà e dei diritti civili”.


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