Contratto a progetto: come funziona?

La riforma del rapporto di lavoro coordinato e continuativo, attuata attraverso la cosiddetta legge Biagi, (il decreto legislativo n. 276/’03 e la l. n. 326/’03), presenta una formulazione tecnica degli articoli da 61 a 69 non senza lacune, contraddizioni e macchinosità, ma contiene un forte significato pragmatico e simbolico, perché si oppone alle collaborazioni fittizie e fraudolente; ribadisce la centralità della figura del lavoro subordinato, non determina aggravi di costi insopportabili per le imprese nell’utilizzo della nuova forma contrattuale del lavoro a progetto, né sul piano normativo, né su quello previdenziale; favorisce la trasparenza e la certezza delle relazioni di lavoro; individua una soluzione intermedia tra subordinazione e autonomia, mantiene in equilibrio le opposte spinte dei datori di lavoro (massimizzazione degli utili generati dal lavoro altrui e flessibilità nella forza lavorativa), e dei prestatori (tutela della propria dignità e professionalità). I tratti salienti della nuova normativa in tema di lavoro a progetto sono che dal 24 ottobre 2003 (con 1 anno di tempo per trasformare quelli in essere) i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa "devono essere riconducibili a uno o più progetti specifici o programmi di lavoro o fasi di esso determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato, nel rispetto del coordinamento con la organizzazione del committente e indipendentemente dal tempo impiegato per l’esecuzione dell’attività lavorativa" (art.61, comma 1). Da questa disposizione si escludono: • il personale delle pubbliche amministrazioni • le prestazioni occasionali (rapporti di durata non superiore a 30 giorni nell’anno solare con lo stesso committente e compenso percepito inferiore o uguale a 5 mila Euro) • le professioni intellettuali per il cui esercizio è prevista l’iscrizione agli albi professionali; • rapporti di "co.co.co." resi e utilizzati a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle disciplina sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal C.O.N.I.; • componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società e i partecipanti a collegi e commissioni; • percettori di pensione di vecchiaia. In base all’art.62 il contratto di lavoro a progetto va redatto in forma scritta e per essere valido, deve riportare i seguenti elementi: • durata determinata o determinabile della prestazione; • indicazione del progetto o programma di lavoro o fase di esso; • corrispettivo, criteri di determinazione del medesimo, tempi e modalità di pagamento, disciplina dei rimborsi spese; • forme di coordinamento del lavoratore a progetto con il committente, tali in ogni caso da non pregiudicare l’autonomia del collaboratore nella esecuzione dell’obbligazione lavorativa; • le eventuali misure per la tutela della salute e sicurezza del collaboratore. L’art.66, inoltre, stabilisce che la gravidanza, la malattia e l’infortunio del collaboratore a progetto non comportano l’estinzione del rapporto contrattuale, che rimane sospeso, senza erogazione del corrispettivo e senza proroga della durata del contratto, che si estingue alla scadenza. Il contratto di lavoro a progetto si estingue con la realizzazione di esso. Le parti hanno facoltà di recesso "per giusta causa o secondo le diverse causali o modalità, incluso il preavviso, stabilite dalle parti nel contratto di lavoro individuale. Per l’art.69, i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa instaurati senza l’individuazione di uno specifico progetto, sono considerati rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato sin dalla data di costituzione del rapporto. Tratto da Msn Money


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