E’ ora di essere egoisti

Di Marco Paolemili

La scalinata bianca del palazzo del Rettorato de La Sapienza rifletteva i raggi del sole e riscaldava noi manifestanti. Gli studenti che si trovavano a passare davanti la statua della Minerva, guardandosi attentamente dall’incrociare il suo sguardo foriero di cattiva sorte, si voltavano come sempre distratti e un po’ incuriositi dal piccolo drappello di ragazzi su quelle scale bianche. Lo striscione recitava “Laicità e democrazia: referendum sia!”, le nostre voci si disperdevano nella piazza attraverso il megafono, sperando che il messaggio che esse portavano potesse arrivare a qualcuno dei passanti. Su quei gradini, senza giacche e accaldati dal sole e dall’energia spesa, parlavamo noi di Generazione L assieme ai socialisti del NMGS e ai loro “compagni” della FGS. La libertà di ricerca scientifica, la speranza di cura, la voglia di vivere in un paese libero dalla pesante morale cattolica erano i nostri argomenti. Ci si poteva aspettare più pubblico, più attenzione, ma se così fosse stato forse non ci sarebbe stato bisogno di noi. “I vostri nonni e genitori hanno avuto il diritto di legalizzare il divorzio, l’aborto, che li feriva e criminalizzava in massa. E, di quelle liberazioni, oggi tutti sono fieri” scriveva Marco Pannella tempo fa, adesso, trent’anni dopo, siamo chiamati in causa noi, i figli e i nipoti di quelle generazioni. La legge 40/2004 rievoca il vecchio e mai morto nemico della morale cattolica illiberale e mina il nostro futuro. Sempre più uomini e donne soffrono di sterilità e devono ricorrere alla fecondazione assistita; l’allungamento progressivo della vita media esporrà le nuove generazioni a maggiore incidenza di malattie degenerative e tumori; l’arretratezza della ricerca scientifica italiana costringe giovani ad emigrare all’estero, non permette impiego di nuova forza lavorativa in nuove tecnologie e crea poca ricchezza che ci costringe a dipendere economicamente, e non solo, da nazioni più avanzate. Vivremo tutto ciò sulla nostra pelle e, chiediamo scusa, non possiamo permettere che un Parlamento così miope ci condanni a questo. Non è importante quale sarà l’alleanza o meglio l’ospitalità che rimedieremo da qui a pochi giorni con uno dei due schieramenti noi Radicali, non dimentichiamo che questa legge è stata votata dall’una e dall’altra parte e che dovremo vedercela con i soliti trucchetti antireferendum. Per questo abbiamo unito le forze, piccole rispetto alle due grandi forze conformiste che invadono le università: Sinistra Giovanile e Azione Giovani, e fino alla data del referendum organizzeremo eventi, conferenze, dibattiti con ospiti della cultura, della scienza e della politica per sensibilizzare e informare i nostri coetanei, troppo spesso spettatori delle decisioni di un Parlamento che, purtroppo, non è un reality show. E’ un’ambizione grossa, forse una velleità quella di sopperire alla mancanza d’informazione dei mass media, ma se servirà a far andare a votare anziché al mare tanti di quei ragazzi che vediamo passare ogni giorno, avremo avuto successo. Potremo dire che lo facciamo per loro, ma non sarebbe la verità. Diciamocelo chiaro, lo facciamo perché siamo degli egoisti: vogliamo non essere noi gli unici a pagare gli errori degli altri.


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