Pensioni, basta correttivi a carico dei giovani

Da L’Opinione – Intervista di Dimitri Buffa

Periodicamente in Italia ci si ricorda che il sistema pensionistico è al collasso e che una qualche riforma andrebbe fatta prima o poi per rimettere in equilibrio il tutto. Ieri il pretesto per parlare di pensioni l’ha offerto la polemica a distanza tra il ministro del Lavoro Roberto Maroni e il viceministro dell’Economia Mario Baldassarri a proposito delle modalità con cui fare entrare il Tfr maturato (o maturando) nei leggendari fondi pensione. Secondo l’economista radicale e liberista Benedetto Della Vedova, membro della direzione dei Radicali italiani ed ex deputato europeo, però il vero problema non è come integrare la pensione tenendo in vita un modello pubblico di tipo a ripartizione ma come sostituirlo tout court con uno contributivo. Magari su base individuale come nei programmi della amminsitrazione Bush. Della Vedova, chi ha ragione in questa diatriba tra Maroni e Baldassarri? Meglio il tfr maturando o quello maturato nel fondo pensioni? Va premesso che questo tipo di riforma è in realtà solo un correttivo per permettere a chi un domani non potrà avere pensioni analoghe a quelle ricchissime di chi è andato in pensione prima di lui (e per cui è costretto a pagare un aggravio ulteriore al 33% della retribuzione) di rimettersi in pari… In pratica chi lavora oggi paga per la generosità del sistema e dovrà aggiungere un 10% in più se vorrà avere lo stesso trattamento di chi è andato in quiescenza negli anni delle vacche grasse. E dopo questa premessa? Credo che abbia ragione Baldassarri e che non ci sia da temere alcuno tsunami finanziario per le imprese perché l’ipotesi è quella di una cartolarizzazione del credito del lavoratore e del debito dell’azienda attraverso la gestione del fondo che incaricherebbe poi gli istituti finanziari di scontargli i crediti.. ma le aziende non dovrebbero essere penalizzate dalle banche posto che tali crediti non dovrebbero essere esigibili prima che il lavoratore vada effettivamente in pensione. Se ciò invece non fosse? Allora il sistema ovviamente non reggerebbe e avrebbe ragione Maroni, ma non credo sia questo il caso. La prima considerazione da lei posta è però difficilmente superabile: con che faccia si chiede oggi a un giovane di pagare di più se vorra godere delle stesse pensioni di chi è andato in pensione prima di lui? Me lo domando anche io. Il sistema va corretto con lo stesso coraggio con cui dice di volerlo fare Bush. Si deve passare dal sistema a ripartizione a quello contributivo, meglio se su base individuale, legato al singolo. La riforma cilena di Pinera? Se noi non accettiamo il fatto che il welfare all’europea è destinato a scomparire e se ci intestardiamo a mandarlo avanti con piccole modifiche che ogni tot anni vanno ripensate e aggiornate finiremo per fare pagare sempre di più alle generazioni che verranno dopo e a farle andare in pensione con cifre sempre meno adeguate.


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