Paralipomeni

Di Luigi Pavone

Il trafiletto dal titolo Ferrara vs. Ferrara, pubblicato su Generazione L, lasciava erroneamente intendere che a sostenere il referendum in quanto tale – in quanto tale, cioè a prescindere dal e dal no – fossero legittimati soltanto i sostenitori del , e che per i sostenitori della attuale legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita non restasse altra via coerente che quella di boicottarlo con tutti gli strumenti possibili – direi anche democratici e non. Si tratta di un fraintendimento che è opportuno chiarire. Nell’articolo sopra richiamato si criticava in particolare la posizione di Ferrara, giudicandola molto ambigua. Se difatti da un lato egli afferma che non c’è alcun dubbio sul fatto che l’embrione è persona – e non già in potenza, ma in atto, come ha voluto precisare in una risposta al prof. Severino – e che quindi ad esso va riconosciuto in primis il diritto ad esistere, dall’altro lato non disdegna affatto di mettere in discussione – e quindi di negare, implicitamente – l’inalienabilità di questo diritto, lasciando passare l’idea che tutto sommato non c’è niente di male se per deliberazione popolare si affermi la legalità di ciò che dal suo stesso punto di vista non può che essere un vero e proprio strumento di sterminio. L’articolo affermava dunque che questo tipo di argomentazioni a sostegno della legge 40 conducono coerentemente alla delegittimazione del referendum, e conseguentemente all’invito all’astensione. Ma queste argomentazioni non sono le uniche, ed è possibilissimo avanzarne delle altre, senza per ciò stesso affermare l’equivalenza tra embrione e persona. Possibilissimo cioè sostenere argomentazioni volte a riconoscere certi diritti all’embrione in quanto embrione, e se non in senso proprio, allora in senso metaforico. E per conto mio sono disponibilissimo a discuterle, al di fuori del dogma che il soggetto portatore di diritti debba anche essere portatore di doveri. Per questa via è allora possibile che anche i sostenitori della legge 40 – credenti o non credenti – si dichiarino a favore del referendum, e in generale della possibilità che su temi di bioetica siano gli stessi cittadini a decidere direttamente.


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