Antonio Tombolini risponde a Generazione L

– A quelli di Generazione L: grazie per l’augurio, ma grazie soprattutto per l’appellativo compagno che mi rivolgete. E’ una cosa a cui tengo molto. E’ una – tra le tante – cose di cui sono più grato a Marco Pannella. Mi spiego: non sono mai stato comunista, e devo quindi a Marco l’aver lottato per (e l’essere riuscito a) riconquistare a tutti noi il senso ricco e bello di una parola preziosa come Compagno. Il compagno – cum-panis – è colui con cui condividi il pane, il pane del cammino, il pane della speranza, il pane dell’impegno, il pane della vita di ogni giorno. Non è colui col quale condividi il superfluo (questo è il pietismo di tutta la gente per bene), ma il pane, cioè il necessario. E se mi permettete è anche un appellativo cristiano: è proprio allo spezzare il pane che i due di Emmaus riconoscono Gesù nel loro compagno di strada. Grazie, dunque, compagni: e sappiate che chiamandoci così ci impegnamo a farci compagnia, non mi abbandonate perciò! (Quanto a me vi sono accanto da un bel po’, e Vi ascolto sempre con piacere su Radio Radicale).

La lettera di Antonio Tombolini a Daniele Capezzone


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