Meglio neocons che senza idee

Di Luca Fortis

Il presidente degli Stati Uniti nel discorso di inaugurazione del suo secondo mandato, ha ribadito che gli U.S.A sono in guerra e che il modo migliore per vincere questa guerra, è quello di esportare la democrazia nel mondo. Ha infatti aggiunto inoltre che nessuna democrazia ha mai attaccato un’ altra democrazia. Queste affermazioni, che possono sembrare ad alcuni idealistiche e ad altri semplicemente cinica propaganda, in realtà sono profondamente interessanti. Innanzitutto gli americani si dichiarano in guerra contro un terrorismo anti-libertario e si sentono traditi da una parte dell’Europa che riconosce sì la gravità dell’attentato del 11 settembre, ma che nega al tempo stesso l’esistenza di una guerra. Inoltre tali affermazioni, oltre che a presupporre un conflitto, indicano anche una soluzione: la democrazia. Ecco che gli americani tornano sun quell’intuizione che li portò a credere che fosse possibile la democratizzazione del Giappone , un paese che non solo li aveva attaccati, ma che era anche estraneo alla cultura occidentale. Torna l’idea che la democrazia non sia qualcosa di esclusivo della cultura "euro-americana", ma che invece sia universale. Anche se un’ idea è nata in occidente, è sempre possibile "esportarla" allargando e rendendo meticcia l’influenza della cultura occidentale. Come dimostra il caso indiano e sud-africano ciò può avvenire anche senza guerre, anche se va detto che nè il governo di sua maestà nè i boeri fossero tagliatori di teste: ciò fa una grossa differenza. Se l’Europa capisse che effettivamente c’è una guerra civile mondiale tra chi ama la libertà e chi la nega, potrebbe partecipare a questa guerra a fianco degli Stati Uniti, riconoscendo così il conflitto e la soluzione. La soluzione,cioè l’esportazione della democrazia, cercando tuttavia di usare una metodologia differente dalla guerra, laddove ciò sia possibile. Dal momento che una parte dell’Europa non solo non riconosce il conflitto ma pensa solo a deridere Bush, ecco che non mi rimane che essere neoconservatore: ciò non vuol dire solo guerra, ma significa anche Turchia nell’Unione europea.


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