Destra o sinistra, votiamo comunque radicale

Di Adriano Gianturco Gulisano

Il bipolarismo impone le sue logiche, il maggioritario porta con sè stabilità e governabilità ma detta precise regole e spacca spesso la rappresentanza partitica in due. Il partito radicale, moderato e di centro (che trova alternati ma sicuri punti d’accordo sia con l’uno che con l’altro schieramento), si trova così (per forza di cose) a dover scegliere con chi stare. Come fare? Quale programma perseguire? Quali proposte accettare? I radicali sceglieranno il polo che gli garantirà l’attuazione del più alto numero di potiche liberali (considerate, ovviamente, nel loro ordine di importanza). Si sceglierà in sostanza a quali proposte dare priorità e la colalizione che le sottoscriverà sarà impegnata ad attuarle davanti agli elettori e davanti al partito radicale, che non resterà a guardare. Nella logica delle coalizioni, il sacrificio di vedere messe da parte alcune proprie idee e proprie proposte è necessario, quasi obbligatorio. Bisogna capirlo bene, non ci si può isolare da tutti e presentarsi da indipendenti in nome di un’ alta coerenza ideologica con la quale si va, poi, verso l’inevitabile destino di non vedere votata o addirittura mai proposta nessuna delle iniziative in cui si crede, nessuna politica radicale attuata. Se ci si isola perchè non si crede in alcune delle proposte degli altri partiti (della coalizione) non si riuscirà mai ad attuare neanche le proprie. I progetti di tutti partiti della coalizione vincitrice vanno attuati, così come hanno chiesto gli elettori che legittimamente vogliono anche le proposte di altri soggetti politici. E chi meglio dei liberali può capire questo principio? E allora mettiamo da parte antipatie e ripulsi personali per l’uno o l’altro polo e cerchiamo di ottenere un obiettivo, il nostro obiettivo. Il partito farà una scelta, e qualunque essa sia, attuerà il più alto numero di poltiche liberali possibile, così come vogliono i suoi sostenitori e sarà chi non lo capisce, chi non lo voterà, a tradire i propri ideali.


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