Tsunami che è nata in mezzo alla strada

Di Valeria Manieri

La mia speranza è che quella Tsunami riesca a crescere sana e senza paura dei maremoti naturali e dei maremoti dittatoriali. Che non debba chiedermi più di venire e di restare con lei… la mia speranza è che Tsunami un giorno possa esssere orgogliosa del suo paese e anche dei presidenti, dei politici donne e uomini che sceglierà lei stessa insieme ai suoi concittadini. Che Tsunami possa legger tutti i giornali, guardare le televisioni, prendersela con i politici, i giornalisti. L’immagine che vorrei veramente vedere è una Tsunami che va a scuola o in biblioteca e legge tanti libri. Magari che si ricordi del perchè disgraziatamente le sia stato dato quel nome, poche ore dopo la notte di natale, mentre la sua mamma a stento era al riparo dal mare impazzito,da un’onda che tutto inghiottiva. Tsunami però crescerà senza la paura dei disastri provocati dalla non libertà e dalla mancanza dei fondamentali diritti civili. Forse potrà vedere la quiete dopo la tempesta. Chissà davvero se Tsunami, la bambina nata durante il maremoto che ha distrutto il sud est asiatico, sarà salvata da un futuro già difficile prima che nascesse e adesso quasi impossibile. Tantissimi bambini sono stati rapiti alla vita dal mare… molti altri da uomini farabutti che invece ora cercano di far soldi vendendoli,commerciando la disperazione umana e non voglio pensar che cos’altro. Speriamo che la nostra attenzione e soprattutto quella della comunità internazionale non sia mirata solo alla ricostruzione materiale delle zone colpite, che certo rimane una priorità per la sopravvivenza e il tamponamento iniziale di quella enorme emorragia di morte e devastazione portata dal lenzuolo d’acqua che ha coperto la vita lasciando poco dopo solo morte. Sarebbe auspicabile invece che questa possa essere una occasione affinchè insieme alle case, alle vite degli abitanti del sud est asiatico così duramente provati, si possano costruire politicamente solide basi per uno sviluppo democratico. Affinchè l’aiuto occidentale riesca a dar voce anche a chi sino ad ora quella voce per farsi ascoltare non l’ha mai potuta utilizzare. Speriamo di comprendere sino in fondo quali siano realmente i loro bisogni, non solo materiali, perchè non serve davvero scaricarci le coscienze. Neppure al signor Kofi Annan che è andato in visita nelle zone che un tmepo erano paradisi naturali per noi turisti ignari e menefreghisti di quel che quasi sotto i nostri nasi abbiam fatto finta di non vedere. Non se ne stupisca ilsegretario generale delle Nazioni Unite, non rimanga sotto shock, così come nessuno può permettersi il lusso di meditar troppo a lungo. Bisogna far presto. Piuttosto prenda atto Mister Annan della devastazione e si batta "davvero" perchè la Tsunami che è nata in mezzo alla strada sia una donna libera di vivere, di lottare, di amare, libera dalla paura che nasce in chi non ha nulla e deve umiliarsi e abbassare la testa per preservare quel poco che ha per sopravvivere, perchè invece possa contribuire alla vita, allo sviluppo, alla rinascita del suo paese. Tsunami. Tsunami…chissà se vedevi.. Il mare è impazzito riprende la vita con sè. Tsunami che è nata in mezzo alla strada deserto di morte.. alla vita già chiedi un perchè. Rivolta la terra e l’occidentale si trova sconvolto da un amore corretto per te Non dar solo soldi non è solo un’onda la crepa è profonda ti prego rimani con me.


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