Lettera di Marco Pannella ed Emma Bonino

21 dicembre 2004 All’attenzione di Ruud Lubbers Alto Commissario ONU per i Rifugiati CC: Segretario Generale delle Nazioni Unite, Sig. Kofi Annan Rappresentante del Segretario Generale dell’ONU in Cambogia, Sig. Peter Leuprecht OGGETTO: Richiesta dei rifugiati Montagnard attualmente in Cambogia

Signor Commissario Lubbers, Le scrivo per fare seguito a una lettera che 354 cittadini vietnamiti di etnia Montagnard le hanno indirizzato lo scorso 16 novembre e che e’ stata consegnata nella stessa data NHCR di Pnom Phen,con preghiera di risposta,dal deputato Cambogiano Son Chhay. Dopo che nei mesi e nelle settimane scorse centinaia di persone sono fuggite in Cambogia dal Vietnam per evitare le violenze, torture e minacce messe in atto in modo sistematico dal Governo di Hanoi negli altipiani centrali, a seguito delle manifestazioni svoltesi durante le scorse festivita’ pasquali, per rivendicare i diritti sulle terre e il rispetto della liberta’ religiosa, alcune centinaia di loro hanno deciso di rivolgersi a Lei per chiarire sia la loro volonta’ e chiedere il Suo intervento a loro sostegno. Nella lettera a Lei rivolta, si chiarisce che il loro desiderio piu’ profondo, non e’ quello ne’ di essere trasferiti in uno Stato terzo, ne’ di essere reimpatriati in Vietnam senza condizioni, ma bensi’ di poter tornare a vivere negli altipiani centrali con la garanzia di una presenza della comunita’ internazionale che possa protegger loro , e migliaia di altre persone dalla persecuzione del Governo vietnamita. Come ha notato anche il Rappresentante di Kofi Annan in Cambogia, Sig. Peter Leuprecht, si tratta di una situazione “interessante”, perche’ viene cosi’ sfatato il luogo comune alimentato dalle autorita’ vietnamite, ma non solo, che i rifugiati Montagnard in Cambogia siano in realta’ degli immigrati illegali in cerca di trasferimento negli Stati Uniti per motivi economici, e non in realta’ le vittime di una persecuzione politica, sociale e religiosa da parte del Governo Vietnamita, come e’ stato ormai ampiamente documentato anche da organi delle Nazioni Unite come il Comitato sui Diritti Umani. Recenti iniziative del Governo vietnamita, inoltre, volte a consolidare la cooperazione con il Governo Cambogiano e quello Laotiano, e prese al di fuori di un qualsiasi coivolgimento della comunita’ internazionale, proprio nelle province confinanti i tre paesi storicamente e per secoli abitate dai Montagnard, possono essere letti come il tentativo del Vietnam di chiudere il “dossier Montagnard”, senza che i diritti di questo popolo indigeno siano riconosciuti. I rifugiati inoltre chiedono anche che la Montagnard Foundation e il Partito Radicale Transnazionale, di cui sono membro, possano essere messi nelle condizioni di consultarsi formalmente sia con i rifugiati che con le autorita’ coinvolte in quesat vicenda, a partire dall’UNHCR, affinche’ rappresentino le loro istanze, come e’ avvenuto sia in sede doi Commissione sui Diritti Umani che di Working Group sui popoli indigeni. Sono naturalmente a conoscenza del fatto che la possibilita’ per l’UNHCR di svolgere a pieno il proprio mandato dipende dalla cooperazione dei Governi coinvoliti e in questo caso, in primo luogo di quello vietnamita e di quello cambogiano.Detto cio’ una sua chiara presa di posizione in questa vicenda su quale sia la situazione attuale, i suoi erischi e le possibilita’ di interventodella comunita’ internazionale per evitare che la situazione precipiti, mi pare necessaria per poter chiarire le responsabilita’in ballo. Un Suo prolungato silenzio di fronte alle richieste fatte da queste 354 persone potrebbe apparire come un segno di rinuncia all’esercizio del Suo mandato, che tutti ci auguriamo non possa nemmeno essere sospettato. (da radicali.it)


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