L’Europa e le sue radici

Di Luigi Pavone

Senza radici è il titolo di un libro scritto dal filosofo M. Pera, attuale presidente del Senato italiano, e dal teologo card. J. Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede cattolica e firmatario di numerosi e tanto discussi documenti ecclesiastici, dalla Dichiarazione Dominus Jesus, la cui tesi centrale è che non c’è Salvezza fuori della Chiesa cattolica, alla Lettera ai vescovi sulla collaborazione dell’uomo e della donna, che ribadisce la dottrina sociale della Chiesa cattolica fondata sulla famiglia tradizionale, o per meglio dire naturale; per lo più considerati, direi molto sbrigativamente, dal mondo laico regressivi rispetto agli orientamenti del Concilio vaticano secondo. Pera è un filosofo di formazione laica. E questo rende interessante l’esperimento, che sembra andare nella direzione da molti auspicata di un dialogo tra cultura cattolica e cultura laica contemporanea; dialogo che spesse volte appare caratterizzato, per un verso, da parte cattolica, dal proposito di evangelizzazione della cultura contemporanea, e per altro verso, da parte laica, dal tentativo opposto di secolarizzazione del messaggio cristiano. L’occasione del libro è il dibattito sulle radici cristiane dell’Europa. Molti sono secondo Ratzinger e secondo Pera i fattori che sollecitano la riflessione circa l’identità culturale dell’Europa: la sfida delle società multiculturali, il progresso tecnologico, il presunto tramonto della ideologia marxista. Il riconoscimento delle radici cristiane dell’Europa risponde alla domanda di Senso. Da tempo la Chiesa cattolica esprime preoccupazioni per la diffusione in Occidente di una antropologia senza Cristo, a cui associa il relativismo etico, e di cui il rifiuto da parte degli Stati europei di introdurre un esplicito riferimento al Cristianesimo nei preamboli del trattato costituzionale è un esempio eclatante. La questione del rapporto tra verità e libertà è il tema di fondo della riflessione filosofica e teologica occidentale. E contro un certo modo di intendere la politica, vincolata alla sua dimensione utilitaria, priva di idealità, Ratzinger assevera che la libertà, separata dalla verità della fede cristiana, è arbitrio, caricatura di sé stessa. Così la politica. Così la ragione. Anche Pera avverte l’esigenza di subordinare la politica a idealità che oltrepassano la sfera puramente utilitaria. E in questa direzione, ritiene che il Cristianesimo, sotto forma di religione civile non confessionale, possa assolvere a questo compito vitale per la sopravvivenza stessa della Democrazia. Eppure… nonostante queste convergenze, c’è una differenza di fondo che non è possibile passare sotto silenzio, e che emerge là dove è richiesto un fondamento a questa scelta. Per Ratzinger questo fondamento è Dio stesso. Per Pera non si capisce. M. Pera – J. Ratzinger, Senza radici. Europa, relativismo, Cristianesimo, Islam, Mondadori, 2004 pagg. 134 euro 7,70 luigi.pavone@libero.it


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