La vetrina delle ipocrisie

Di Federica Onori

C’è forse un rimedio che possa colmare il vuoto del giovedì sera lasciato dalla fine del Grande Fratello: una trasmissione per tutti i gusti, un mix di Carramba che sorpresa, per i più sensibili, e dell’ormai anch’esso tramontato Maurizio Costanzo Show. "Punto e a capo", la vetrina delle ipocrisie. Non è stato facile resistere alla tentazione di scoprire cosa nascondesse l’enorme scritta che appariva nel maxi schermo dello studio tv: ITALIANI PORTATORI DI PACE. Ridicolo compiacimento per le nostre missioni all’estero? Elogio dei valori e delle virtù dei nostri soldati? Non solo. L’intento del programma era quello di sottolineare le importanti e giuste decisioni prese dal nostro governo in politica estera con lo scopo di rafforzare, o meglio di inculcare nel pubblico, spero ormai scettico, l’idea che il nostro intervento in Iraq sia stato una delle più brillanti soluzioni per migliorare una situazione che ormai non fa neanche più notizia. D’altronde siamo alla vigilia di Natale: cosa può fare più audiance di una moglie sola con la sua bambina che passerà le feste in attesa che ritorni il valoroso marito? Senza nulla togliere al lavoro di tutti i soldati, non credo che la loro decisione di partire volontari in missione sia stata guidata dall’amor di patria o da una forte fede nella divisa militare. Purtroppo il lavoro manca e i soldi non ci sono; e non penso che una medaglia d’oro al valor civile possa rendere una vita, costretta su una sedia a rotelle, migliore. Questa è la verità. Sono stufa di sentir parlare di pace senza sapere cosa in realtà essa significhi o di veder pavoneggiare Scelli mentre si vanta di aver liberato le due Simone senza aver pagato alcun riscatto. Non capiamo o facciamo finta di non capire? Per non parlare della Santanchè e della Moroni del PSI che a Babbo Natale chiedono di pensare ai nostri soldati, come se agli irakeni o ai ceceni ci pensasse già qualcuno. O della Francescato e della Turco che sotto l’albero vorrebbero trovare il regalo oggi sicuramente più alla moda e più richiesto dal mondo dello spettacolo: la pace nel mondo. Non riesco a tollerare simili atteggiamenti. Ah dimenticavo: è Natale, siamo tutti più buoni no?! Così come non posso tollerare l’onorevole Cè che a Gesù Bambino chiede di non far entrare la Turchia in Europa solo ed esclusivamente perché musulmana. La mia domanda allora è: ma non siamo tutti esseri umani??? A questo proposito mi vengono in mente le parole di una canzone di Franco Battiato: "non sono musulmano né induista, né cristiano né buddista, non sono per il martello né per la falce, né tanto meno per la fiamma tricolore perché sono un musicista". Cosa sarebbe il mondo se tutti parlassimo la stessa lingua della musica? Sicuramente non faremo la fine che propone questo antico racconto cinese: "In una pagoda si trovavano due statue di creta: a sinistra quella di Lao-Tse (fondatore del taoismo) e a destra quella del Buddha. Passando di lì un monaco buddhista vide le due statue e si indignò dicendo: "La mia comunità, quella di Buddha è grande. Perché dunque la sua statua si trova a destra?". In Cina infatti il posto d’onore è quello di sinistra. E così invertì la posizione delle statue. Dopo di lui venne un monaco taoista che, vedendo ciò, disse:" La mia comunità è nobile e perché qui Lao-Tse è alla destra del Buddha?" E lo riportò senza indugio al posto di prima. La cosa continuò di giorno in giorno, finchè le due statue, a causa dei continui spostamenti si deteriorarono di molto. Allora Lao-Tse disse sorridendo al Buddha:"Noi due s’andrebbe magnificamente d’accordo. Ma guarda questi due fanatici come ci hanno malridotti"". Forse sarebbe il caso di dire: PUNTO E BASTA!


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