Turchia, Europa, Italia: il bivio di Berlusconi.

TURCHIA, EUROPA, ITALIA, IL BIVIO DI BERLUSCONI di Francesco Pullia

Non è intenzione di chi scrive addurre argomenti a favore dell’ingresso della Turchia nell’Unione Europea. Ragioni ce ne sono a iosa e non scaturiscono soltanto da considerazioni di carattere economico ma anche di natura storica, geografica, culturale. Le colonne di questo giornale hanno già riportato in merito autorevoli e attendibili opinioni. Ed è quanto mai opportuno ricordare pure l’interessante convegno organizzato da Emma Bonino e Marco Pannella il 6 e il 7 dicembre nella sede di Bruxelles del Parlamento Europeo. Ne è stato ingiustamente parlato poco a discapito della pubblica informazione. Peccato, davvero peccato, considerati i nomi prestigiosi dei partecipanti provenienti dal mondo politico, istituzionale, giornalistico. Dall’appuntamento, di cui è possibile rinvenire sul sito internet di Radio Radicale una completa documentazione audiovideo, è emersa un’immagine nitida di un paese che solo nell’ultimo decennio ha fatto passi da gigante sul versante dei diritti democratici, attuando nei più diversi settori una serie di coraggiose riforme che hanno contribuito a caratterizzarlo come un affidabile argine nei confronti del fondamentalismo islamico. Ovviamente tutto questo è ignorato dai militanti leghisti che si ritrovano accodati innanzi ai deliranti proclami dei loro vertici. Fa accapponare la pelle, tanto per usare un eufemismo, quanto è stato scandito con violenza e in malafede alla manifestazione milanese di domenica scorsa. Ed è di inaudita gravità che la patetica sceneggiata si sia svolta con la direzione e la compiacenza non di parlamentari qualsiasi ma di esponenti del governo, chiamati cioè a rivestire un ruolo di primo piano nell’attuale maggioranza e, peggio ancora, alla guida della nostra nazione. Il presidente del Consiglio ne dovrebbe prendere atto e adottare con risolutezza provvedimenti consequenziali in segno di rispetto dei propri elettori e di tutti quegli italiani che si sentono, con forti motivazioni, sempre di più cittadini europei e aborrono ogni sorta di anacronistico e deleterio sciovinismo razzista. Ormai e sotto gli occhi di tutti l’esistenza di un doppio binario. Da un lato c’e un’Italia impaziente di percorrere sino in fondo una strada riformatrice, europea, pronta a recepire positivamente la portata della sfida dei tempi, dall’altro c’e chi, per crasso tatticismo e strumentale tornaconto, vorrebbe farci precipitare rovinosomente. Da un lato c’è chi crede fermamente in una visione liberale e liberante dello stato e della società, dall’altro chi, agitando finti spauracchi, intende far leva sugli aspetti peggiori e aberranti della natura umana, quelli per cui la voce umana diventa insopportabile e inqualificabile grugnito. Berlusconi ormai e a un bivio che non può eludere: o l’infaticabile lavoro di edificazione europea incontestabilmente svolto da Bonino e Pannella, che tra l’altro sono da sempre convinti fautori dell’allargamento delle maglie del vecchio continente anche ad Israele, oppure il declino civile e morale di cui la Lega è espressione. O si va avanti senza paura o si indietreggia come il gambero. E’ una scelta che dovrà essere compiuta senza mezzi termini per evitare paralisi e ridicolo. E le avvisaglie negative non mancano.


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