Il futuro in un cristallino

Di Tommaso Ciuffoletti

Un articolo di Ralf Dahm, direttore di progetto al Max-Planck-Institut per la biologia dello sviluppo di Tubinga, rilancia il tema dello studio delle cellule staminali e lo fa in maniera estremamente interessante. L’articolo apparso sulla rivista Scientific American e tradotto in italiano su Le Scienze presenta gli sviluppi che potrebbero avere le ricerche sulle cellule che formano il cristallino.
Il pezzo è scritto in maniera estremamente chiara e comprensibile anche per chi, come me, non è un esperto di scienza medica, merita pertanto di essere letto nella sua interezza. Nel mio piccolo proverò a riproporvi l’essenza di tale resoconto.

Gli studi ruotano attorno al processo attraverso cui le cellule che formano il cristallino riescono a diventare completamente trasparenti, caratteristica esclusiva di tali cellule ed essenziale – assieme ad un regolare distribuzione delle stesse – perchè il cristallino possa assolvere alla sua funzione di “lente”. Tale trasparenza viene raggiunta attraverso l’eliminazione del nucleo delle cellule del cristallino e di tutti gli organelli presenti all’interno delle stesse.

Un tale processo è molto simile a quello chiamato apoptosi o “morte cellulare programmata”, messo in atto normalmente dalle cellule che subiscono un danno anche minimo del proprio DNA. In quel caso infatti, per far posto a cellule sane o per evitare la proliferazione di cellule danneggiate, che diventerebbero cancerose, “all’interno della cellula si liberano proteine distruttive che fanno a pezzi il DNA e le proteine chiave, mentre i mitocondri cessano di funzionare, privando la cellula della sua fonte di energia. La cellula così devastata, scoppia e si dissolve”. Si tratta, in altre parole, di un suicidio cellulare atto a salvaguardare la salute dell’organismo.

Quanto avviene per le cellule che formano il cristallino è però leggermente diverso.

Come tutte le cellule, infatti, anche quelle del cristallino hanno origine dalle cellule staminali durante le prime fasi dello sviluppo. E’ proprio in quel periodo che tali cellule, caratterizzandosi rispetto a tutte le altre, mettono in atto un processo che, come succede per l’apoptosi, porta alla distruzione del nucleo e tutti gli altri organelli, “ma che si arresta appena prima che la demolizione giunga a termine, lasciando una membrana esterna intatta, un citoscheletro interno di proteine, e un denso plasma cristallino”. Tale processo d’interruzione dell’apoptosi – che invece era stata sempre considerata inarrestabile – è stato definito “suicidio controllato”.

L’interesse dei ricercatori si è focalizzato sul meccanismo sconosciuto che controlla la catena degli eventi di questo suicidio controllato. “La conclusione cui giungemmo fu che le cellule del cristallino in realtà sfruttano il meccanismo di morte programmata, non per distruggere se stesse, ma per regolare il proprio processo di differenziazione”.

Le conseguenze di questa scoperta potrebbero essere di enorme rilievo: “un meccanismo in grado di controllare l’apoptosi potrebbe alterare la progressione di malattie caratterizzate da un eccessivo suicidio cellulare, come quelle neurodegenerative. Per riuscire a sfruttare questo meccanismo, i ricercatori devono ovviamente individuare quali sono i segnali che bloccano la distruzione totale. Viceversa, la scoperta del fattore in grado di indurre le cellule a degradare i propri organelli potrebbe suggerire nuovi modi per spingere le cellule tumorali al suicidio”.

Spero di essere stato sufficientemente chiaro e sintetico, e che l’argomento abbia stimolato il vostro interesse. A questo punto però è giusto sottolineare un passaggio, che spero non vi sia sfuggito:

“Lo sviluppo del cristallino ha inizio nelle prime fasi di vita dell’embrione, quando le cellule staminali che coprono le pareti di una vescicola sferica si differenziano in cellule del cristallino che invadono la cavità.”

Link utili
http://www.sciamdigital.com/index.cfm
http://www.lescienze.it
http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_761568585/Cellula.html
http://www.quipo.it/occhio/CristallinoANATOMIA.html


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