Sirchia: quanta poca speranza è nell’uomo!

Di Valeria Manieri

Secondo il ministro Sirchia non è indispensabile parlare di prevenzione e di informazione sessuale, di preservativi per la lotta alla sindrome da immuno deficienza, l’hiv o aids, o che dir si voglia.
Magari anche egli è d’accordo con il vecchio metodo, con il metodo che consigliano Papa, chierici, cardinali: la castità!
Forse è vero che l’aids lo sentiamo tanto lontano e invece siamo tutti potenzialmente a rischio come afferma Sirchia, ma credo anche che sia lo stesso ministro e certi ambienti della politica a non calcolare i rischi e le potenzialità di una delle malattie più incontrollabili del secolo.
Dire che i giovani non mettono il preservativo per trasgressione e che bisognerebbe impostare tutto secondo un’ottica più salutista mi pare poco serio.
Quel che mi domando è: davvero è nell’interesse del ministro ottenere un vaccino per l’aids, prevenirlo magari con prezzi dei preservativi più bassi e con distributori chessò, nelle scuole o nelle università?… Chissà poi se per il ministro è davvero una priorità occuparsi di speranza di cura, quando quest’ultimo afferma:
”E’ ora di finirla con i falsi scoop della stampa e anche di certi medici. Il vaccino contro l’Aids non e’ dietro l’angolo. E’ una speranza, non una realta’. Ed e’ ottimistico pensare di averlo prima di 5-6 anni”:
Peccato dica la stessa cosa per quanto riguarda la cura per malattie degenerative del sistema nervoso come Parkinsom, Alzheimer e Sclerosi, varie forme tumorali. Peccato sia sempre così maledettamente pessimista, quando sbarra la porta alla libertà di ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali.
Peccato che, un ministro della sanità pubblica, creda davvero così poco nell’abilità delle menti umane predisposte alla ricerca scientifica, quando scienziati d’ogni bordo invitano ad investire nella ricerca sulle staminali.
Sempre meno ricercatori, sempre meno soldi alla ricerca scientifica di certo non ci faranno esser “ottimisti” come lo è Tonino Guerra in quella pubblicità ormai così celebre. Del resto lo abbiamo capito fin troppo bene che la salute e il progresso in campo scientifico non sono tra le priorità di questo governo e che Sirchia -purtroppo- non è Tonino Guerra.
Accidenti se non è una sfortuna avere un uomo che pur di non dar dispiaceri al Vaticano lo asseconda in tutto e per tutto.
Mediocre anche davanti alla speranza di cura, all’informazione su come prevenire certe malattie che certo non si possono sconfiggere né limitare con un semplice “pensa ad altro ma non al sesso”, nè, tantomeno, paragonando la questione hiv ai suoi suggerimenti/imposizioni su argomenti come il fumo, cibo o sessualità.
Come al solito il proibizionismo non farà che peggiorare la situazione.
Quel che si potrebbe evincere dalle parole del ministro è che se tutto è trasgressione, qualora ti beccassi l’aids sarebbe perché (insomma!) te la sei proprio cercata.
Anacronistico dover a tutti i costi non scontentare le richieste di una chiesa che, se avessimo creduto di volta in volta a tutti i “Papi di turno”, saremmo ancora ad esplorare l’intera anatomia del corpo umano.
Aids, sesso, ricerca scientifica?
Never mind.
Non ci pensar.
No alle false speranze, certo… ma no anche a quelle vere o possibili.

Da Ansa.it

ROMA – ”E’ la sottovalutazione oggi il nemico numero uno nella lotta all’ Aids. La comunicazione non ha ancora trovato lo strumento per perforare la corazza dell’ indifferenza”: e’ il messaggio lanciato oggi dal ministro della Salute Girolamo Sirchia al convegno organizzato a Genova in occasione della giornata mondiale di sensibilizzazione sull’ Aids.

”Il futuro – ha detto Sirchia nel suo intervento – e’ oggi piu’ roseo che in passato grazie alle nuove terapie antiretrovirali. Non si muore piu’ e proprio per questo la percezione del rischio e’ minore. La gente pur conoscendo il problema non se lo sente gravare addosso. Lo sottovaluta”.

Il ministro ha messo l’ accento sulla difficolta’ di raggiungere con un messaggio efficace ”alcuni gruppi di persone che sanno tutto ma non si rendono conto che questo problema si applica anche a loro”. ”Ci sono poi giovanissimi – ha proseguito Sirchia – che non sanno bene neanche di che cosa stiamo discutendo, vivono in un loro mondo e quindi la comunicazione ha difficolta’ a raggiungerli, non solo per quanto riguarda l’ Aids ma anche per l’ alcol e il fumo. Il loro atteggiamento e’ dettato dalla trasgressione ed e’ quindi difficile raggiungerli con messaggi salutisti”.

Per quanto riguarda l’ Aids, secondo il ministro, il problema ”non si risolve parlando di preservativi”. ”I giovani – sostiene Sirchia – sanno che esistono ma non accettano di comportarsi in un certo modo, sia per indifferenza, sia perche’ non hanno visto le conseguenze, sia per sfidare il rischio e la societa”’.

”Questo e’ un problema che non riguarda solo l’ Italia e’ uno sforzo che sta impegnando tutto il mondo. Probabilmente non abbiamo trovato la chiave di accesso” ha detto ancora Sirchia. ”C’ e chi avanza l’ idea di far parlare i pupazzi – ha affermato il ministro – non so se sia la strada giusta. Certo che se parlo io non mi ascolta nessuno”.

IL VACCINO NON PRIMA DI 5-6 ANNI, NON ALIMENTARE FALSE SPERANZE
”E’ ora di finirla con i falsi scoop della stampa e anche di certi medici. Il vaccino contro l’ Aids non e’ dietro l’ angolo. E’ una speranza, non una realta’. Ed e’ ottimistico pensare di averlo prima di 5-6 anni”: il ministro della salute Girolamo Sirchia, in occasione della giornata mondiale di sensibilizzazione all’ aids, punta il dito contro chi alimenta false speranze.

Proprio ieri anche lo scienziato Robert Gallo, scopritore del virus Hiv, aveva affermato che i prossimi anni saranno decisivi per la messa a punto di un vaccino contro l’ Aids, ma che per cantare vittoria e’ ancora presto. ”Nell’ arco dei prossimi cinque anni assisteremo allo sviluppo di alcuni vaccini interessanti, tuttavia nessuno, al momento, puo’ dire se e in quali tempi verra’ effettivamente messo a punto un vaccino efficace”.


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