I giovani e la politica

Da liberalcafe.it

Nell’occasione del convegno di progetto giovani su “I giovani tra Prima e Seconda repubblica” pubblichiamo uno speciale dedicato all’attivismo giovanile in politica.
Ecco il pezzo di D.Tomasello

I rapporti dei giovani con la politica se in passato sono stati burrascosi oggi sono quasi inesistenti.

Sono passati circa trenta anni dai tanto mitizzati moti universitari del 68 ai fatti del G8 e purtroppo non si riscontrano né cambiamenti, né approcci significativi da entrambi le parti.

Le uniche caratteristiche riscontrabili sono le inconcludenti prese di posizione di alcuni partiti che si ricordano dei giovani solo in occasione di “feste di piazza”.

La politica giovanile è praticamente inesistente. Oggi i giovani che hanno veramente un ideale politico sono pochi e ancor di meno sono quelli propositivi in tal senso. I momenti di incontro politici come, ad esempio, le grandi manifestazioni di piazza, sono visti sempre più come una goliardica scampagnata, una occasione di divertimento fine a se stessa e non come un investimento sul proprio futuro.

Si fanno promotori di grandiosi ideali le cui realizzazioni presuppongono il cambiamento di equilibri mondiali e come tali irrealizzabili. Viene da chiedersi se tutto questo non nasconda l’incapacità di affrontare veramente la realtà, perciò è necessario infatuarsi dell’impossibile.

Sono i giovani che vanno a qualsiasi manifestazione sventolando bandiere rosse con la faccia del “ Che” , anche se molto spesso non sanno nemmeno chi era e cosa ha fatto nella sua vita.

Sono ancora più anacronistici di coloro ai quali danno il voto senza ben rendersi conto del perché.

Diversa è la situazione da parte dei politici. Molti di loro si ricordano delle “nuove leve” solo in periodo di campagna elettorale, quando qualche migliaio di crocette in più sulla scheda elettorale fanno comodo per mantenere il loro quotidiano non far niente.

Proprio di questo infatti si parla, della riluttanza ad abbandonare il proprio posto, quasi a voler dimostrare a loro stessi ed agli altri una velleità di vita infinita. Pochi sono i leader che cercano di ascoltare le timide proposte dei ventenni o trentenni, o che cercano di dare una direzione al giovanile del proprio partito, quasi sempre usato e bistrattato.

I politici fanno indubbiamente anche i loro conti in tasca. Prendono atto che l’attivismo politico, anche nei giovanili di partito, è assolutamente scarso, pertanto non si preoccupano di coltivarlo.

E’ quasi come un cane che si morde la coda. I giovani non fanno politica perché non vengono spronati, la sentono molto lontana, inarrivabile, qualcosa che non gli appartiene e, proprio per tali motivi, se ne disinteressano.

I politici, dal canto loro, non fanno nulla per incentivare la partecipazione vera alla vita politica da parte dei ragazzi, ma neanche da parte dei cittadini, e alimentano questa sorta di spirale interminabile. Fortunatamente ci sono ancora giovani che lottano per dei valori concreti in cui credono e che “ si lasciano usare” pur di avere voce in capitolo e poter dire la loro.

E’ necessario che tutti i cittadini italiani si rendano conto che la repubblica e la sua vita politica non appartengono a questo o quel partito, ma a tutti. Solo così è possibile cominciare a prendere parte a questa vita.


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